A marzo 2026 Guglielmo Maggini, vincitore del Talent Prize 2025 – il premio organizzato e promosso da Inside Art – sarà protagonista di una residenza artistica presso la storica fornace Orsoni Venezia 1888. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Inside Art e la fornace veneziana con l’obiettivo di sostenere la ricerca contemporanea attraverso il dialogo con una delle eccellenze italiane nella produzione artigianale di mosaici in smalto di vetro colorati e in foglia d’oro.
Fondata nel 1888 e ancora oggi attiva a Venezia nel sestiere di Cannaregio, Orsoni è l’ultima fornace veneziana a produrre artigianalmente mosaici seguendo le antiche tecniche bizantine. Con collaborazioni storiche che vanno dalla Basilica di San Marco a Venezia alla Sagrada Familia a Barcellona, fino ad entrare nelle dimore private più belle del mondo, la fornace Orsoni rappresenta un patrimonio tecnico e culturale unico, dove il vetro è materia, luce e memoria.

La residenza alla Fornace Orsoni
La residenza si svolgerà dall’8 marzo al 3 aprile negli spazi della fornace veneziana, dove Maggini lavorerà a stretto contatto con le maestranze specializzate. Per la prima volta il vetro entrerà in modo strutturale nella sua pratica, aprendo nuove possibilità legate al rapporto tra materia e spazio, alla rifrazione della luce prendendo spunto dalle potenzialità espressive del mosaico per una ricomposizione liquida di questo materiale millenario in una dimensione installativa.
In linea con la sua ricerca, l’esperienza veneziana non sarà una semplice sperimentazione tecnica, ma un confronto con una materia capace di amplificare il suo lavoro sulla stratificazione e sulla riattivazione delle forme. Un passaggio che conferma lo spirito del Talent Prize: non solo un riconoscimento, ma un’occasione concreta di crescita e di apertura verso nuovi scenari visivi.





Un artista tra memoria e materia
Maggini ha conquistato il Talent Prize con Titano mio, un gruppo scultoreo in ceramica smaltata e resina che intreccia temporalità differenti. L’opera nasce dal recupero di stampi in gesso dismessi della famiglia di artigiani eugubini Fumanti, presso cui l’artista aveva svolto una residenza nel 2023. Ombrelliere, mascheroni e altri elementi decorativi tornano alla luce, riattivati in un dialogo tra la ceramica – legata a una tradizione più antica – e la resina, materiale industriale e contemporaneo.
«Il titolo è collegato alla cosmogonia dei titani, antichi padri imprigionati sotto terra. Riportare alla luce è stata l’intenzione: forme silenti», racconta l’artista. Presentata alla XXVII Biennale di Gubbio a Palazzo Ducale, l’opera ha convinto la giuria per la capacità di trasformare la materia in racconto stratificato, sospeso tra passato e presente.


