Roma, a Villa Medici lo sguardo libero di Agnès Varda

Il progetto espositivo attraversa i luoghi, le figure e le visioni che hanno segnato il percorso di un’artista tra le più libere e influenti del Novecento

Dal 25 febbraio al 25 maggio 2026 l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici dedica ad Agnès Varda la prima grande retrospettiva italiana consacrata alla sua opera fotografica, in occasione del settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma, invito a riscoprire la radicale libertà di uno sguardo che ha saputo attraversare generi, formati e linguaggi, mettendo in scena – con leggerezza e profondità – la complessità dell’esperienza umana. In dialogo ideale tra Parigi e Roma, la mostra restituisce la forza di un’opera che continua a interrogare il presente.

La mostra, intitolata Agnès Varda. Qui e là. Tra Parigi e Roma, propone un’immersione nella Parigi del dopoguerra e nel cuore pulsante della vita creativa di Varda: il cortile-atelier di rue Daguerre, dove si stabilisce nei primi anni Cinquanta e che resterà per quasi settant’anni spazio di vita, laboratorio, set cinematografico e centro di una costellazione di relazioni artistiche. Qui Varda trasforma due ex negozi in studio fotografico e laboratorio, organizza la sua prima esposizione nel 1954 e realizza i suoi primi film, intrecciando fin dall’inizio fotografia e cinema in un dialogo continuo.

Curata da Anne de Mondenard per il musée Carnavalet – Histoire de Paris, in collaborazione con Paris Musées e Rosalie Varda, l’esposizione riunisce 130 stampe originali, estratti di film, manifesti, pubblicazioni, fotografie di scena e oggetti appartenuti all’artista. Il percorso mette in luce uno sguardo anticonvenzionale, ironico e talvolta enigmatico, capace di cogliere la vita quotidiana e le sue marginalità. Opere come Cléo de 5 à 7 (1962) e Daguerréotypes (1975) testimoniano l’attenzione costante di Varda per le donne e per le esistenze ai margini, in un equilibrio tra documentario sociale e tensione poetica.

ccanto al nucleo parigino, Villa Medici presenta “L’Italia di Agnès Varda”, sezione curata da Carole Sandrin e realizzata in coproduzione con l’Institut pour la photographie des Hauts-de-France, che illumina i legami profondi dell’artista con il nostro Paese. Una cinquantina di stampe originali e documenti d’archivio raccontano i soggiorni del 1959 e del 1963, quando Varda esplora Venezia e il Veneto alla ricerca di location per un film mai realizzato, e successivamente Roma, dove fotografa Luchino Visconti per la rivista Réalités e visita Jean-Luc Godard sul set de Il disprezzo, ritraendo Brigitte Bardot, Jack Palance e Michel Piccoli. Le immagini veneziane rivelano il gusto per il pittoresco e per i giochi di ombre e contrasti; quelle romane restituiscono l’intensità di un momento cruciale del cinema europeo.

Il percorso si articola in nove capitoli che ripercorrono le tappe fondamentali della sua ricerca: dagli esordi fotografici dopo l’arrivo a Parigi nel 1943, alla stagione del Théâtre national populaire e del Festival di Avignone, fino alla progressiva identificazione con rue Daguerre, tanto da definirsi “daguerréotipista”. La città, per Varda, non è mai semplice sfondo, ma organismo vivo che risuona con gli stati d’animo dei personaggi e con le tensioni politiche del tempo, in un dialogo serrato tra sfera intima e dimensione collettiva.

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