Dal 21 febbraio al 17 maggio 2026 le sale medievali di Palazzo Pretorio a Certaldo Alto accolgono In Verso. Frammenti narrativi, un’ampia rassegna dedicata a Oliviero Rainaldi, tra le figure più riconoscibili dell’arte italiana contemporanea nel confronto con il tema del sacro. Curata da Beatrice Audrito e Davide Sarchioni, la mostra riunisce oltre trenta opere – tra lavori storici, produzioni recenti e alcuni inediti – costruendo un percorso che attraversa in modo coerente le tappe fondamentali della sua ricerca.
Il progetto si sviluppa lungo tre direttrici principali: il tempo, il sacro, l’identità. Tre dimensioni che nell’opera di Rainaldi non si sovrappongono, ma si intrecciano in una riflessione costante sulla figura umana e sulla sua possibilità di farsi simbolo. La sua pratica, sospesa tra pittura e scultura, si distingue per un linguaggio essenziale, capace di tenere insieme memoria classica e sensibilità contemporanea.

Il confronto con Palazzo Pretorio – antica sede del vicariato e luogo stratificato di storia civile e religiosa – diventa parte integrante del progetto espositivo. L’allestimento, concepito “all’inverso”, invita il visitatore a sovvertire la direzione abituale del percorso, suggerendo un’esperienza non lineare dello spazio. Il tempo, qui, non è successione ordinata ma materia reversibile, superficie su cui passato e presente si rifrangono.
Rainaldi è tra gli artisti della sua generazione che con maggiore continuità hanno indagato il sacro, sottraendolo a ogni dimensione retorica o illustrativa. Le iconografie cristiane, private della funzione narrativa tradizionale, si presentano come presenze essenziali, ridotte a segni primari. Il sacro emerge come tensione silenziosa, come attesa inscritta nei corpi e nelle ombre, più che come affermazione dogmatica.
Il dialogo con l’architettura del Palazzo e con i frammenti ad affresco trecenteschi e quattrocenteschi non è decorativo ma strutturale: le opere si innestano nello spazio, ne raccolgono la memoria e la rilanciano in una dimensione attuale. Pieno e vuoto, luce e ombra, superficie e volume diventano strumenti di una meditazione visiva che chiede allo spettatore una partecipazione diretta.

Al centro della mostra si impone anche il tema dell’identità, intesa non come dato acquisito ma come processo in divenire. Le figure di Rainaldi non dichiarano, interrogano. Nei lavori più recenti la forma tende a frammentarsi, a lasciare margini di incompiutezza, mettendo in discussione l’idea stessa di compiutezza formale. L’opera si offre così come traccia e passaggio, luogo di trasformazione più che di definizione.
Chi è Oliviero Rainaldi
Nato nel 1956 a Caramanico Terme, in provincia di Pescara, Rainaldi si forma all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova e successivamente all’Accademia dell’Aquila con Fabio Mauri. La centralità della figura umana attraversa fin dagli esordi il suo lavoro, declinandosi nel disegno, nella pittura e nella scultura attraverso un lessico fortemente simbolico.
Nel corso della sua carriera ha esposto in sedi museali e istituzionali di rilievo, dalla Galleria d’Arte Moderna di Bologna a Palazzo Venezia a Roma, dal Museo Nazionale di Villa Pisani a Venezia al Museo di Arte Contemporanea di Shanghai, fino alla Petronas Gallery di Kuala Lumpur e alla Venice International University in occasione della Biennale di Venezia. Il suo lavoro ha dialogato con luoghi emblematici della storia dell’arte e dell’architettura italiana, tra cui Sant’Andrea al Quirinale, il Tempietto del Bramante e il Pio Monte della Misericordia di Napoli. Tra i riconoscimenti ricevuti figurano il titolo di Accademico della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon, il Premio Personalità Europea e il Franco Cuomo International Award. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche internazionali, tra cui il Palazzo dell’ONU a Ginevra e la sede del Premio Nobel a Stoccolma.
Promossa dal Comune di Certaldo e organizzata da Exponent in collaborazione con TerraMedia APS, In Verso. Frammenti narrativi si propone come un’occasione per rileggere l’opera di Rainaldi alla luce di un confronto serrato con la storia e con lo spazio.



