Con la mostra Over, under and in between Mona Hatoum converte la Cisterna della Fondazione Prada in un dispositivo sensoriale epistemico, che invita lo spettatore a procedere consapevolmente. Ogni passo rivela dinamiche contingenti, legami e rapporti sociali interpretativi, facendo della presenza fisica un meccanismo di cognizione. Attiva tra Beirut e Londra dal 1975, Mona Hatoum esplora i confini tra intimità e collettività, ricordo e dislocamento, quotidiano e politica, impiegando elementi domestici e industriali come materiali tattili che reagiscono alla partecipazione del visitatore. La mostra è articolata in tre lavori indipendenti, ciascuno concepito per entrare in interazione cognitiva con la fisicità dei visitatori e con il contenitore espositivo.

All’ingresso, una trama di sfere sospese sembra muoversi insieme a chi la attraversa. In Web 2026 fili leggeri e vetri trasparenti creano interconnessioni strutturali tra corpo e materia, suggerendo prudenza nei movimenti. La rete invita a osservare come ogni gesto determini la trasfigurazione di ciò che la circonda, rivelando l’edificio come organismo vivo, dove sensazioni e azioni si combinano instancabilmente.
Sul pavimento della seconda stanza si contempla Map (red), 2026, in cui una mappa del mondo composta da migliaia di particelle rosse anima la superficie come un territorio fluido e situato. I continenti si definiscono attraverso colori e densità degli elementi, mentre i confini politici si dissolvono. L’ospite avverte inoltre la labile connessione tra luoghi e culture: ogni passo altera la disposizione dei componenti e la relazione dinamica tra i partecipanti, rendendo concreta l’idea di un territorio in perpetuo mutamento.


Nella sala finale, l’opera All of a quiver, 2022 oscilla tra costruzione e cedimento. Cubi metallici in progressione e suoni delicati generano un’area che richiede focalizzazione e vigilanza. Chi vi si muove nota come i propri gesti influenzino l’equilibrio complessivo, mentre il confronto tra moduli e presenze umane crea un ecosistema vitale, coniugando estetica, cambiamento e indagine gnoseologica. Hatoum conversa idealmente con artisti che hanno esplorato percorsi simili: Doris Salcedo traduce assenze e traumi in installazioni commemorative, William Kentridge scandaglia memoria e violenza politica tramite il disegno e la performance, Cornelia Parker sospende oggetti comuni rendendoli vibranti, Damien Hirst riflette sulla condizione corporea e mortalità, offrendo un contrappunto critico all’orientamento fisico di Hatoum. Pur richiamando queste prospettive, l’artista le supera, fondendo consapevolezza fisica e vissuto emotivo in un discorso istintivo e partecipe, capace di rendere lo spettatore protagonista attivo dell’insieme.
Over, under and in between conferma la capacità dell’artista di trasformare materiali, spazi e movimenti in veicoli di intelletto o, più precisamente, di apprensione immediata e stratificata. La mostra propone un confronto intenso con rievocazione, migrazione e sollecitazioni sensoriali, guidando il fruitore tra mondo fisico e significato simbolico e offrendo un’esperienza immersiva, situata e radicalmente metamorfica.

Mona Hatoum
Over, under and in between
fino al 9 novembre 2026
Fondazione Prada – Largo Isarco 2, Milano


