Enrico David, ritorno al corpo

Al Castello di Rivoli una mostra che riassume quarant’anni di ricerca tra pittura, scultura, arazzi, ricami e installazioni immersive

Fino al 22 marzo 2026 il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta Domani torno, mostra dedicata a Enrico David (Ancona, 1966), a cura di Marianna Vecellio. Il progetto attraversa quarant’anni di ricerca tra pittura, scultura, arazzi, ricami e installazioni immersive, rivelando un vocabolario in cui fisicità e densità del pensiero si intrecciano.

L’esposizione ripercorre le origini marchigiane dell’artista fino al trasferimento a Londra negli anni Ottanta, fase decisiva per lo sviluppo di una pratica che coniuga figurazione e astrazione. La figura umana diventa spazio di introspezione e metamorfosi, mentre il disegno mette in relazione codici differenti. Per David, sogno ed elaborazione visiva non sono passaggi preparatori, ma campi operativi in grado di sostenere l’intero processo creativo. I teatrini, avviati dal 2005, concentrano memoria e stratificazioni simboliche in micro-scenari sospesi tra realtà e invenzione. L’uso di tecniche e materiali eterogenei conferisce ritmo e coesione all’esperienza complessiva.

La sequenza della mostra si organizza in sei capitoli tematici, nei quali David inserisce anche lavori di Casorati, De Chirico, Giacomelli, Goncharova, Manzù e Picabia, provenienti dalle collezioni del Museo e di Francesco Federico Cerruti. Queste opere aggiuntive fungono da didascalie interpretative, suggerendo codici di comprensione e stabilendo un confronto tra eredità storica e innovazione contemporanea.

L’allestimento mette in evidenza momenti significativi della carriera di David, con quattro lavori centrali: Madreperlage (2003); Ultra Paste (2007); Abduction Cardigan (2009), selezionato per il Turner Prize; e Tutto il Resto Spegnere (2019), esposto al Padiglione Italia della Biennale di Venezia. A queste si affiancano Trenches to Reason (2021); Aurora (2014–2024); RACKET II (2017). Schizzi, grandi dipinti e opere tessili completano il quadro, attestando ampiezza e riconoscibilità della sua poetica. La corrispondenza tra produzioni storiche e creazioni più recenti mette in luce inoltre come alcuni espedienti compositivi trovino nuove declinazioni negli assemblaggi più maturi, mostrando continuità e mutamento del codice estetico dell’artista.

ENRICO DAVID – Sign for Lost Mountaineers Hair Grooming Station, 2004

Il progetto si colloca in un contesto internazionale in cui pratiche differenti contribuiscono a ridefinire i linguaggi dell’arte contemporanea. L’indagine su materia e anatomia costituisce un nodo concettuale: le realizzazioni di David articolano registri, tecniche e temporalità diverse, suggerendo una riflessione sulle dinamiche tra memoria, azione e presente. Domani torno ribadisce il ruolo dell’artista nell’affinamento di matrici ibride, in cui sostanza e forma diventano strumenti di scrupolosa osservazione critica.

La mostra offre un itinerario coerente e rigoroso, in cui gesto, struttura e percezione definiscono modalità di fruizione variegate. Ogni lavoro invita il visitatore a sostare, muoversi e interrogarsi, trasformando l’atto osservativo in un incontro vivo con David e il suo immaginario. In un’epoca in cui pittura e scultura dialogano con dispositivi digitali e interventi performativi, la cifra dell’artista conferma la capacità di coniugare tradizione e sperimentazione, dove materiali, forme e tempi si compenetrano senza perdere valore ermeneutico e spessore ontologico.

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