Milano guarda Cortina: lo sport come costruzione di immaginario

Alle Gallerie d’Italia di Milano una mostra fotografica rilegge le Olimpiadi di Cortina 1956 come momento chiave della modernità italiana

Alle Gallerie d’Italia di Milano, “La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956” riporta l’attenzione sulle prime Olimpiadi invernali ospitate in Italia attraverso una selezione di immagini provenienti dall’archivio dell’Agenzia Publifoto. Non si tratta però di una semplice operazione celebrativa o nostalgica. Voluta da Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo, e curata da Aldo Grasso, la mostra utilizza l’evento sportivo come lente per osservare un passaggio decisivo della storia nazionale: il momento in cui l’Italia, uscita dal dopoguerra, inizia a costruire una nuova immagine di sé.

Atleti italiani in allenamento, 15 gennaio 1956 (particolare). Fotografia di Franco Gremignani – Publifoto CSAC, Università di Parma, Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Il titolo mette l’accento sul percorso più che sul traguardo. La “strada” verso Cortina comprende cantieri, infrastrutture, trasformazioni urbane e paesaggistiche: la costruzione dello Stadio del ghiaccio, del Trampolino Italia, l’organizzazione logistica di un appuntamento destinato a catalizzare l’attenzione internazionale. In queste fotografie si percepisce l’energia di un Paese che vuole dimostrare efficienza, modernità, capacità progettuale. Le Olimpiadi diventano così un dispositivo simbolico attraverso cui l’Italia si presenta al mondo, anticipando lo slancio del miracolo economico.

Il percorso espositivo alterna momenti ufficiali — l’arrivo della fiaccola, la cerimonia inaugurale, le competizioni — a immagini più intime e laterali. Gli atleti sono ritratti nella concentrazione che precede la gara o nei momenti di pausa; il pubblico, con i suoi volti e i suoi abiti, restituisce un’idea precisa di clima sociale; i fotografi e i cronisti raccontano, a loro volta, la costruzione mediatica dell’evento. Ne emerge un racconto corale, in cui lo sport è solo uno degli elementi di una narrazione più ampia.

Significativa è anche la presenza di fotografie commissionate dalle aziende, testimonianza di un intreccio sempre più stretto tra competizione sportiva, comunicazione e promozione commerciale. Cortina 1956 si rivela non soltanto come manifestazione agonistica, ma come vetrina internazionale e laboratorio di un’estetica del progresso, in cui consumo e spettacolo iniziano a dialogare in modo strutturale.

Nel confronto implicito con Milano Cortina 2026, la mostra assume un valore ulteriore. Guardare al 1956 significa interrogarsi sulle radici di un modello di rappresentazione che ancora oggi accompagna i grandi eventi: la costruzione di un’immagine condivisa, capace di unire sport, territorio e narrazione nazionale. La fotografia, in questo contesto, non è semplice documento, ma strumento attivo di costruzione dell’immaginario.

Dal 6 febbraio al 3 maggio 2026, info: gallerieditalia.com/it/milano

Articoli correlati