Mario Schifano a Roma, la pittura come linguaggio del presente

A Palazzo delle Esposizioni l’arte visionaria e poliedrica di uno dei protagonisti più audaci del secondo Novecento italiano

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma, dal 17 marzo al 12 luglio 2026, va in scena una delle mostre più attese della stagione culturale: una vasta retrospettiva curata Daniela Lancioni dedicata a Mario Schifano, figura emblematica della pittura italiana del secondo Novecento, capace di trasformare la pratica pittorica in un linguaggio in costante dialogo con l’immagine contemporanea e la cultura visiva del suo tempo. Offrendo molteplici chiavi di lettura tra pittura, immagine televisiva e sperimentazione, la mostra invita a riscoprire l’eredità critica e poetica di un artista che continua a interrogare la nostra visione del presente.

Curata da Daniela Lancioni e promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale insieme ad Azienda Speciale Palaexpo, la mostra ripercorre l’intera parabola artistica di Schifano, esplorando oltre cento opere, molte delle quali provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere. Disposta cronologicamente tra la rotonda e le grandi sale del piano terra, la rassegna mette in luce la capacità dell’artista di reinventare costantemente il mezzo pittorico: dai primi esperimenti materici e dai monocromi agli slanci verso nuove iconografie mediate dalla fotografia, dalla televisione e dall’immagine in movimento.

L’artista emerge come figura inquieta e sperimentale, capace di assorbire la velocità delle immagini tecnologiche e restituirle in una pittura vibrante, a filo con le tensioni della sua epoca. Non un pittore nel senso tradizionale del termine, ma un sismografo. Un artista capace di registrare le scosse dell’immaginario collettivo, di assorbire le vibrazioni della città, della pubblicità, della televisione, della fotografia, e restituirle come pittura: una pittura nervosa, velocissima, innamorata del mondo e insieme allergica a ogni forma di calma.

Parte integrante del progetto è anche un omaggio al rapporto dell’artista con il cinema: nella Sala Cinema del palazzo viene proposto un programma di proiezioni che accompagna i visitatori per tutta la durata della mostra. La rassegna, che si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione delle figure e dei movimenti che hanno segnato la cultura visiva del secondo dopoguerra a Roma, non è solo un’occasione per ripercorrere la biografia artistica di Schifano, ma anche per riflettere su come il linguaggio visivo e la pittura possano ancora oggi parlare al presente.

Mario Schifano
Dal 17 marzo al 12 luglio 2026
Palazzo Esposizioni, Roma

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