Arte Fiera 2026 apre le porte e lo fa nel segno di una prospettiva futura. Intitolata Cosa sarà, la nuova edizione della più longeva fiera d’arte italiana è la prima sotto la direzione artistica di Davide Ferri, che imprime alla manifestazione una direzione più riflessiva, rinunciando a rotture radicali. Affiancato da Enea Righi, al quarto anno come direttore operativo, Ferri debutta nei padiglioni di BolognaFiere con una rassegna articolata come una partitura a due tempi: da un lato il Novecento storico e il post-bellico, dall’altro il contemporaneo e le ricerche delle ultime generazioni. Una scelta che consolida il ruolo di Arte Fiera, aperta fino all’8 febbraio, come piattaforma capace di tenere insieme genealogie, linguaggi e pratiche differenti.

Un ingresso colossale per oltre 200 espositori
L’ingresso alla fiera è affidato a Preludio, la nuova commissione d’artista che per questa edizione vede protagonista Marcello Maloberti con KOLOSSAL: un anti-monumento temporaneo, sospeso tra terra e cielo, che accoglie il pubblico come una soglia simbolica e che esplicita fin da subito l’ambizione di Arte Fiera di essere anche spazio di immaginazione e di riflessione urbana.
Un totale di 201 espositori viene accolto quest’anno nei padiglioni bolognesi: alle 174 gallerie si aggiungono infatti 12 stand della sezione dedicata all’editoria e 15 di quella dedicata alle istituzioni. La Main Section resta il cuore pulsante della manifestazione, luogo di sintesi tra stabilità e trasformazione. Accanto alle presenze che ne hanno consolidato negli anni l’autorevolezza, da Galleria Continua a Tornabuoni Arte, da Mazzoleni a Tucci Russo, da Franco Noero a Raffaella Cortese, si delinea un panorama più poroso, in cui il dialogo tra generazioni diventa elemento strutturale.


In questo equilibrio si inseriscono alcune gallerie come Spazio C21, che partecipa con un progetto all’interno del quale dialogano le fotografie di Paolo Pellegrin e le realizzazioni in vetro soffiato di EGS, P420, Monitor, Martina Simeti, Francesca Minini, Federica Schiavo Gallery, Thomas Brambilla e Galleria Studio G7, componendo una Main Section che non procede per compartimenti stagni ma per affinità di sguardo. Ne emerge una narrazione corale, capace di coniugare solidità storica e attenzione alle urgenze del presente.
In fiera cinque sezioni curate
Attorno alla sezione principale si sviluppa un sistema articolato di sezioni curate, che rappresenta uno dei punti di maggiore interesse dell’edizione 2026. Ventesimo+, affidata ad Alberto Salvadori, ripensa il padiglione del moderno come spazio dedicato alla pratica del collezionare, intesa come costruzione identitaria più che come accumulo. Il Novecento viene così attraversato in chiave trasversale, tra eclettismo e visioni individuali.
Fotografia e dintorni, sotto la cura di Marta Papini, amplia il perimetro del medium fotografico, includendo contaminazioni concettuali e dialoghi con altri linguaggi. Multipli, curata da Lorenzo Gigotti, esplora invece il tema della riproducibilità e dell’accessibilità, aprendo il mercato a formati e pratiche che intercettano pubblici nuovi. Con Pittura XXI, Ilaria Gianni restituisce centralità alla pittura come linguaggio del presente, mentre Prospettiva, a cura di Michele D’Aurizio, conferma l’attenzione verso le nuove generazioni attraverso presentazioni monografiche che mettono in luce gallerie emergenti e programmi di ricerca.



Arte Fiera, una rete istituzionale di riconoscimenti
A rafforzare la dimensione istituzionale della manifestazione concorre un articolato sistema di premi. Accanto ai riconoscimenti storici, debutta il Fondo Arte Fiera, con un budget di 100.000 euro destinato all’acquisizione di opere per la collezione di BolognaFiere. Dal Premio ANGAMC alla carriera, conferito quest’anno a Emilio Mazzoli, al BPER Prize, dal Premio Collezione Righi al Marval Acquisition Award, fino al Premio Officina Arte Ducati e al Premio Osvaldo Licini, i premi disegnano una mappa plurale che attraversa generazioni, linguaggi e modelli di sostegno. A questi si aggiunge la seconda edizione del Flash Art Italia Award, che guarda all’intero ecosistema dell’arte italiana, riaffermando Bologna come luogo di sintesi e rilancio.

info: artefiera.it


