Jonida Prifti protagonista del secondo Episodio della Stagione V di FOROF

Lo spazio contemporaneo prosegue la V stagione con una performance tra parola, rito e archeologia con la poetessa Jonida Prifti

Prosegue la programmazione della Stagione V di FOROF, la realtà artistico-culturale fondata da Giovanna Caruso Fendi, con il secondo Episodio in dialogo con la mostra site-specific INFRASUPRA di Alicja Kwade, a cura di Valentino Catricalà. Giovedì 5 febbraio 2026, dalle 19:00 alle 21:00, negli spazi di Palazzo Roccagiovine, affacciato sui Fori Imperiali, va in scena DIHET – ARRIVA IL NUOVO GIORNO, una performance poetica di Jonida Prifti. Poetessa, vocalist e artista sonora, Prifti interpreta un poema che attraverso il canto evoca un messaggio arcaico capace di attraversare lo spazio e il tempo, intrecciando parola, suono e dimensione rituale.

La performance nasce in risonanza con l’atmosfera sospesa di INFRASUPRA, il progetto ambientale di Kwade che fino a luglio 2026 trasforma FOROF in un portale concettuale tra dimensioni archeologiche, geologiche e umane. L’intervento, in dialogo con la mostra site-specific INFRASUPRA di Alicja Kwade, a cura di Valentino Catricalà, si svolge negli spazi di Palazzo Roccagiovine, affacciati sui Fori Imperiali, e intreccia parola, canto e dimensione rituale in un’esperienza immersiva che attraversa tempo, mito e archeologia. Ispirata a un’antica credenza legata al culto della Dea Madre Dione, la performance attiva i resti marmorei della Basilica Ulpia custoditi negli ambienti ipogei di FOROF, rafforzando il dialogo tra arte contemporanea e stratificazione storica che caratterizza il programma culturale della Stagione V.

Come sottolinea il curatore Valentino Catricalà, la performance crea le condizioni emotive e ambientali per entrare in connessione diretta con le stratificazioni temporali evocate dal lavoro di Kwade. L’Episodio segna l’ingresso nel vivo del ciclo di appuntamenti collaterali della Stagione V, che nei prossimi mesi coinvolgerà anche MASBEDO, Tobias Dostal e il collettivo MASMAS, confermando la vocazione di FOROF come luogo di attraversamento, ascolto e sperimentazione, dove l’arte contemporanea dialoga costantemente con l’archeologia e la storia.