Ha preso forma in occasione di Milano Cortina 2026 MOUNTAIN ECHOES – Le voci e i suoni della Valtellina in sculture sonore, un progetto di arte contemporanea che nasce con l’obiettivo di raccogliere, preservare e reinterpretare il patrimonio sonoro e umano della Valtellina attraverso il linguaggio dell’installazione e della composizione musicale. Ideato da Yuval Avital e coordinato dal Comitato CULTURA + IMPRESA, il progetto sarà aperto al pubblico fino al 15 marzo. L’iniziativa rientra tra i progetti selezionati da Regione Lombardia per i Giochi della Cultura ed è parte del programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Fondazione Milano Cortina 2026, che accompagna i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali con interventi artistici diffusi sul territorio.
Il progetto si sviluppa come un percorso articolato che combina installazioni sonore, una mostra fotografica e un ampio lavoro di ricerca sul campo. Al centro vi sono tre grandi sculture sonore antropomorfe, collocate rispettivamente a Sondrio, Bormio e Tirano, pensate per instaurare un dialogo diretto con i luoghi e le comunità che le ospitano. Le opere resteranno in Valtellina fino a marzo per poi essere riunite a Milano, nel mese di aprile 2026, ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti, in concomitanza con miart e la Milano Design Week, portando simbolicamente nel contesto urbano le voci e i suoni della montagna.

MOUNTAIN ECHOES è il risultato di una residenza artistica condotta da Yuval Avital in Valtellina tra ottobre e dicembre 2025. Durante questo periodo l’artista ha attraversato la valle raccogliendo voci, suoni ambientali, gesti quotidiani e rituali collettivi, costruendo un’ampia mappatura sonora del territorio. La ricerca si è articolata in 25 luoghi di registrazione, 476 tracce audio per oltre 34 ore di materiale, 603 fotografie selezionate e il coinvolgimento diretto di più di 500 persone tra cittadini, artigiani, studenti, musicisti, associazioni e custodi della memoria locale.
Dai campanacci ai cori dialettali, dai rumori del lavoro agricolo e artigianale ai suoni dell’acqua, del vento e della fauna alpina, emerge un paesaggio sonoro stratificato, in cui elementi arcaici e contemporanei convivono. Avital restituisce la Valtellina come un archivio acustico vivo, lontano da ogni rappresentazione folkloristica, in cui il suono diventa strumento di conoscenza e relazione.

Le tre sculture, intitolate Montagna Umana n. 1, n. 2 e n. 3, sono realizzate in tessuti locali resinati forniti da Tessuti di Sondrio e modellate in forme totemiche che richiamano la verticalità delle vette alpine. Al loro interno, sistemi di diffusione multicanale danno vita a tre composizioni polifoniche distinte, concepite come paesaggi acustici immersivi. Ogni scultura sviluppa un proprio asse narrativo: la dimensione quotidiana e domestica della valle, la comunità intesa come corpo creativo collettivo e la montagna come spazio di bellezza, rischio e responsabilità condivisa.
Accanto alle installazioni sonore, il progetto comprende la mostra fotografica diffusa Mountain Echoes in Valtellina: lo sguardo dell’artista, che documenta il processo di ricerca e relazione alla base dell’opera. Le immagini offrono uno sguardo intimo e non retorico sul territorio, mettendo in primo piano persone, gesti, materiali, economie locali e paesaggi, in un dialogo costante con la dimensione sonora del progetto.



