Vincenzo Del Franco, tra silenzio urbano e ritorno alle origini

La mostra curata da Daniela Castellucci attraversa il tema dell’altrove e dell’appartenenza, trasformando la fotografia in uno spazio di ascolto e riflessione

Al di là del mare, la mostra personale di Vincenzo Del Franco ospitata dal 7 al 22 febbraio 2026 negli spazi de La Stazione degli Artisti di Gambettola, vicino Cesena si pone come geografia fatta di distanze, partenze e ritorni, di architetture metropolitane e di orizzonti marini che resistono come immagini interiori, anche quando sembrano lontani.

Curata da Daniela Castellucci, l’esposizione si costruisce come un racconto per immagini che mette in dialogo Milano, luogo dell’esperienza professionale e della verticalità urbana, con la Romagna, territorio dell’origine e dell’appartenenza. L’artista affida alla fotografia il compito di tracciare questa linea silenziosa, lavorando per sottrazione: il rumore visivo si dissolve, le presenze umane scompaiono, lasciando spazio a superfici levigate, riflessi e geometrie che sembrano trattenere il tempo.

Le architetture di Gae Aulenti o di CityLife vengono restituite come reperti di una civiltà dell’attesa, svuotate della loro funzione spettacolare e osservate in un momento di sospensione, spesso durante le ore lavorative. Il vetro, elemento ricorrente nella ricerca dell’artista, diventa al tempo stesso contenitore e confine: una membrana che separa e riflette, che protegge ma isola, che moltiplica lo spazio e lo rende instabile.

L’estetica di Del Franco è segnata da diagonali irrisolte, da inquadrature che rifiutano il centro e conducono lo sguardo verso il fuori campo. È una scelta formale che si carica di valore simbolico: la precarietà non è solo visiva, ma esistenziale. In questa “geometria dell’esilio”, come la definisce il testo curatoriale, l’evasione non coincide con la fuga, bensì con un movimento magnetico verso l’origine, verso ciò che continua a chiamare anche da lontano.

Al di là del mare è anche un tributo alla Romagna, a chi sceglie di restare e a chi parte portando con sé un paesaggio interiore fatto di stanze provvisorie, valigie sempre pronte e di una sospensione costante tra desiderio e necessità. In questo senso, la presenza del grattacielo di Cesenatico assume un valore emblematico: una figura aliena e anacronistica nel contesto costiero che, nelle immagini di Del Franco, diventa simbolo di resistenza e di attesa, un corpo verticale che rimane, ostinato, di fronte al mare.

La mostra trova una collocazione particolarmente significativa negli spazi de La Stazione degli Artisti, progetto di riuso di una stazione ferroviaria dismessa, oggi trasformata in luogo di produzione culturale e di incontro per la comunità. Un contesto che amplifica il senso della sua ricerca, profondamente legata ai temi del transito, dello spostamento e delle traiettorie personali. Organizzata in collaborazione con l’associazione Circuiti Dinamici e il Comune di Gambettola, Al di là del mare conferma la fotografia come strumento capace di tenere insieme dimensione intima e riflessione collettiva, offrendo allo spettatore uno spazio di ascolto e di riconoscimento. Un invito a sostare, più che a osservare, in quel punto fragile e fertile in cui l’altrove incontra la memoria.

Al di là del mare
Dal 7 al 22 febbraio 2026
La Stazione degli Artisti – Gambettola (FC)

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