Il museo dell’automobile più grande d’Italia, nonché secondo solo a quello francese in termini internazionali, il Mauto di Torino, svela un nuovo anno dalla vasta programmazione artistica nel quale si inserisce un ampio programma di rinnovo strutturale. «Il 2026 per il Mauto é l’anno delle riconferme», dice la direttrice Lorenza Bravetta che inaugura la conferenza stampa del 22 gennaio ricordando i successi dell’ultimo triennio, grazie anche al dialogo multidisciplinare tra fotografia, arte contemporanea e motori, innovazione apportata dalla stessa neo direttrice che apre le porte dell’automobilismo a quello dell’arte.

Un tessuto multiforme dove l’espressività accende i motori dell’architettura, musica e della fotografia con interazioni possibili tra la meccanica dell’auto moderna e quella del mercato artistico e musicale. Si comincia da un ampliamento della planimetria del museo con un nuovo spazio del design che acquisisce 1600mq dedicati alla cultura del progetto e al car design, realizzati in partnership con Triennale Milano. Si continua con la Sala Albertina che aumenta di 2000mq ospitando esposizioni tematiche, per poi finire con la nuovissima Sala della Pubblicità curata da Roberto Vaccà e nella quale si ripercorre la biografia dello spot pubblicitario. Dopo gli ampliamenti strutturali arriva la programmazione museale con il percorso de I nemici del Drake e Lucio Dalla, lasciando lo spazio alla Formula 1 e alla cultura pop.


La prima mostra dal titolo I nemici del Drake, che si inaugurerà l’11 aprile e si concluderà l’11 ottobre, rivive la competizione tra la Ferrari e i suoi storici rivali inglesi, rivali nelle competizioni di formula 1 ed al contempo nel mercato dell’automobile. La seconda Automobili: Dalla e Roversi (maggio-settembre), ricorda la connessione tra l’auto, la canzone di Dalla e la fotografia di Roversi. Continuando, poi, con Alain Bublex, dal 22 gennaio all’8 marzo, e la sua mostra dedicata all’innovazione concettuale con la quale indaga l’automobile come spazio, forma, ed immaginario che accompagna l’uomo dal 1802 ad ora.

E si conclude con La storia dell’automobile in Cina, visitabile da ottobre 2026 a maggio 2027, in occasione della quale saranno esposti i modelli di case automobilistiche asiatiche che hanno fatto la storia tra tech e design. Tra mostre e lavori in corso, c’è spazio anche per progetti rivolti all’interazione con il pubblico, come Stupinigi, il simulatore di guida d’auto storiche, e le lezioni al museo in collaborazione con le scuole torinesi. Questo riporta l’attenzione dell’arte su ambiti lontani, a volte sconosciuti alla stessa pratica artistica ma che consolidano il contatto con il design in tutte le sue forme, pure quelle a forma d’auto. Il Mauto riconferma la teoria secondo cui arte e l’auto sono l’una il motore dell’altra.



Da gennaio a dicembre 2026; Mauto, Corso Unità d’Italia 40, 10126 Torino; info: www.museoauto.com


