Dal 24 gennaio al 24 aprile 2026 il Pio Monte della Misericordia di Napoli ospita l’VIII edizione di Sette Opere per la Misericordia, il progetto che invita artisti internazionali a confrontarsi con uno dei temi fondativi dell’istituzione: la misericordia intesa come gesto etico, culturale e civile. Un’iniziativa che, a oltre quattro secoli dalla commissione a Michelangelo Merisi da Caravaggio, rinnova il legame tra arte e carità attraverso il linguaggio del contemporaneo.

Protagonisti dell’edizione 2026 sono Antony Gormley, Holly Herndon e Mat Dryhurst, Yu Hong, Max Renkel, David Salle, Marco Tirelli e Lee Ufan. Sette artisti, sette provenienze e sensibilità differenti, accomunati da un gesto di mecenatismo puro: ciascuno ha donato un’opera che entrerà stabilmente nella collezione del Pio Monte della Misericordia con la dicitura “Dono dell’Artista”. Le opere sono esposte nella chiesa dell’istituzione in dialogo diretto con le Sette Opere di Misericordia di Caravaggio, cuore simbolico e spirituale del complesso monumentale.




Il progetto, ideato nel 2011 da Maria Grazia Leonetti Rodinò e curato sin dalla prima edizione da Mario Codognato, nasce con l’obiettivo di riaffermare il ruolo della cultura come strumento capace di generare azioni di solidarietà e di sostenere concretamente le attività assistenziali, educative e formative dell’Ente. Anche questa edizione conferma la volontà di leggere la misericordia non come concetto astratto, ma come pratica da declinare nel presente.


Le opere in mostra riflettono una pluralità di linguaggi e tecniche: dalla scultura alla pittura, dal disegno alla fotografia, fino alle tecnologie digitali e ai processi generativi. Antony Gormley affronta il tema partendo dal corpo umano, inteso come luogo di vulnerabilità e di esperienza primaria. Holly Herndon e Mat Dryhurst propongono una lettura profondamente contemporanea della cura e della collettività attraverso un’immagine generata con il primo modello di intelligenza artificiale DALL·E, in cui il processo stesso diventa atto condiviso. Yu Hong concentra la sua ricerca sul corpo esposto e sul confine tra vita e morte, mentre Max Renkel lavora su una figurazione sospesa tra astrazione e percezione. David Salle intreccia riferimenti alla cultura di massa e alla storia dell’arte, Marco Tirelli indaga la soglia tra visibile e invisibile, e Lee Ufan affida a un gesto pittorico essenziale una riflessione sul vuoto, sulla relazione e sul silenzio.
Accanto alla mostra, il progetto rinnova l’attenzione verso le giovani generazioni attraverso il concorso Sette Opere per la Misericordia, che assegna sette borse di studio a studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Con questa ottava edizione, salgono a 56 le opere donate da artisti italiani e internazionali, dando vita a una sezione permanente di arte contemporanea unica nel panorama museale italiano per qualità e finalità etiche. Un percorso che continua a consolidarsi nel tempo, alimentando il dialogo tra passato e presente e riaffermando il Pio Monte della Misericordia come luogo vivo, dove l’arte non è ornamento ma strumento di responsabilità e condivisione, fedele a un principio che da oltre quattro secoli ne guida l’azione: dal Bello il Bene.


