L’eredità viva di Oliviero Toscani al MAXXI

La proiezione del documentario Sky Original dedicato a Oliviero Toscani riapre, a un anno dalla scomparsa, il racconto di un autore capace di vedere oltre il suo tempo e di portare la fotografia fuori dai musei

Un anno dopo la sua scomparsa, sul grande schermo dell’auditorium del MAXXI ecco il documentario di Sky Original Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua dedicato a uno dei più influenti fotografi italiani del ‘900. «Preferisco definirlo un intellettuale del nostro tempo: come Pasolini, seppe vedere oltre prima di noi. Oltre ad essere il primo vero inventore del museo diffuso, perché voleva le sue foto nelle strade e nelle piazze, vicino alle persone», ha commentato la presidente della Fondazione MAXXI Maria Emanuela Bruni in apertura del talk che ha preceduto la proiezione. 

Il regista Fabrizio Spucches ha lavorato a lungo al doc («Sette anni, e infatti Toscani lo chiamava Ben Hur» ha ricordato con una nota di leggerezza Nicolas Ballario) per restituire la complessità e la genialità di un autore che ha cambiato i paradigmi della comunicazione visiva. 

In prima fila la figlia Olivia Toscani, e in platea, tra i tanti amici e collaboratori dell’autore di campagne e immagini iconiche, il direttore artistico del MAXXI Francesco Stocchi, Paola Macchi (segretario generale del MAXXI), per Sky Omar Schillaci, i produttori Federico Riboldazzi e Jean Luc Berlot, e ancora Fabio Pompei e Barbara Tagliaferri di Deloitte, Matteo d’Aloja, Serena Bortone, Nancy Brilli

Articoli correlati