Roma accoglie un nuovo presidio dell’arte contemporanea. Dal 29 gennaio 2026 apre al pubblico 21Art Roma, la nuova galleria della società benefit fondata da Alessandro Benetton su progetto dell’imprenditore Davide Vanin. Situata in Largo della Fontanella di Borghese 89, a pochi passi dai luoghi simbolici del centro storico, la sede romana nasce da un intervento di ristrutturazione firmato da Fosbury Architecture, collettivo curatoriale del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2023, che ha restituito allo spazio una fisionomia sobria e dinamica, pensata per accogliere pratiche artistiche eterogenee.

L’apertura segna un passaggio strategico nella crescita di 21Art, che dopo Treviso e Padova consolida la propria presenza in una città chiave per il dialogo tra patrimonio storico e sperimentazione contemporanea. La galleria romana inaugura con una selezione di opere degli artisti rappresentati, offrendo una panoramica che resterà visitabile fino al 24 aprile 2026 e che anticipa un programma articolato di mostre personali e momenti di approfondimento previsti nel corso dell’anno, anche nelle altre sedi del network.
Il progetto 21Art si fonda su una visione precisa: sostenere artisti emergenti e accompagnare autori affermati in un percorso di valorizzazione culturale e istituzionale. «Con l’apertura di uno spazio strategico nella Capitale, 21Art si espande ulteriormente», afferma il CEO Davide Vanin, sottolineando la volontà di contribuire attivamente alla crescita degli artisti e alla diffusione di approcci innovativi all’arte contemporanea, in dialogo con collezionisti, fondazioni e istituzioni.

Negli spazi di 21Art Roma si incontrano dieci autori diversi per generazione e linguaggio: Valerio Adami, Gonzalo Borondo, Pierpaolo Calzolari, Mario Ceroli, Jan Fabre, Ahmet Gunestekin, Ania Hobson, Cristiano Pintaldi, Piero Pizzi Cannella ed Emma Talbot. Un insieme eterogeneo che attraversa l’Arte Povera, la pittura aniconica, la narrazione simbolica e l’arte pubblica. Calzolari e Ceroli lavorano sulla superficie come materia viva e tridimensionale, Fabre, Pizzi Cannella, Adami e Gunestekin costruiscono universi segnati da memoria e mitologia, mentre Talbot indaga l’immaginario femminile con una tensione narrativa e politica. Borondo sperimenta materiali e supporti non convenzionali, Pintaldi trasforma il pixel in pittura, mentre Hobson restituisce uno sguardo poetico sul quotidiano.
L’apertura romana si inserisce in un percorso di espansione più ampio: è imminente l’inaugurazione della sede di Montecarlo, mentre per il 2027 sono previste Milano e Cortina d’Ampezzo. A completare il quadro, la partecipazione di 21Art alla 49ª edizione di Arte Fiera a Bologna, dal 6 all’8 febbraio 2026, con un dialogo inedito tra Jan Fabre e Gonzalo Borondo nella Main Section.




