Al PM23 l’arte monumentale di Joana Vasconcelos dialoga con la visione di Valentino

Al PM23 di piazza Mignanelli, nuova sede romana della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, l’universo dell’alta moda dialoga con l’immaginario monumentale di Joana Vasconcelos

Venere, archetipo eterno di bellezza e desiderio, attraversa le sale del PM23 come una presenza diffusa, quasi atmosferica. La nuova sede romana della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, inaugurata a maggio 2025 in piazza Mignanelli, accoglie Venus – Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos, una mostra che intreccia due visioni potenti: quella del maestro dell’alta moda e quella dell’artista portoghese celebre per le sue installazioni monumentali e artigianali.

Il progetto, aperto al pubblico dal 18 gennaio al 31 maggio 2026, suggella idealmente il percorso romano di Joana Vasconcelos, che negli ultimi mesi ha animato la città con tre interventi site-specific in luoghi iconici, trovando ora nella Fondazione il proprio approdo naturale. All’inaugurazione erano presenti il ministro della Cultura Alessandro Giuli, Giancarlo Giammetti e l’artista stessa. «È una mostra incantevole – ha osservato Giuli – in cui la venustà, la bellezza, diventano un paesaggio, uno spazio emotivo dove l’arte dialoga con l’interiorità di un maestro come Valentino».

Su oltre mille metri quadrati si dispiega un percorso poetico e immersivo che rilegge l’universo creativo di Valentino Garavani attraverso lo sguardo di Vasconcelos. Dodici installazioni e opere site-specific si confrontano con trentatré creazioni di alta moda, selezionate dall’archivio storico e curate da Pamela Golbin. Il cuore simbolico dell’esposizione è Valchiria Venus, l’opera che dà il titolo alla mostra: una figura imponente, lunga tredici metri, concepita per la sala absidata come estensione ideale di otto abiti couture.

Ispirata allo studio dei codici stilistici di Valentino, Valchiria Venus incarna la molteplicità dell’identità femminile contemporanea. «Le mie Valchirie – spiega Vasconcelos – sono creature mitologiche che rappresentano le molte dimensioni dell’essere donna oggi: la figura domestica, quella marginale, la donna mitica e quella mitizzata». Ricami, dettagli sartoriali e materiali lavorati a mano costruiscono un corpo collettivo, realizzato tra Roma e il laboratorio di Lisbona dell’artista.

Il percorso prosegue con Venus, The Painting, dalla serie Crochet Paintings, che traduce in tessuto e cornice il motivo geometrico di Josef Hoffmann, ripreso dagli abiti Haute Couture di Valentino della collezione autunno/inverno 1989-90. In Strangers in the Night, Vasconcelos affronta gli archetipi femminili prodotti dallo sguardo patriarcale: una cabina-taxi protettiva, decorata con fari d’auto, allude al mondo della prostituzione, trasformando un simbolo di vulnerabilità in un dispositivo di difesa.

Full Steam Ahead (Red) #1 sorprende con un fiore di loto meccanico composto da ferri da stiro, emblema di resilienza e rinascita, accostato a creazioni couture del 2001 e del 2007. In Marilyn, seicento pentole e coperchi danno forma a due vertiginose scarpe con tacco, poste in dialogo con tre abiti argentati di Valentino, mentre nel corridoio si incontrano opere come Red Independent Heart #3, Witch Mirror e Sacro Cuore, quest’ultimo realizzato con migliaia di coltelli di plastica, in un cortocircuito tra sacralità e quotidiano.

Nelle nicchie, i corsetti ricamati e le giacche impeccabili di Valentino riaffermano la centralità del corpo e della forma, mentre il percorso culmina in Garden of Eden: un’opera immersiva in cui convivono la Valchiria, Cenerentola, la Femme Fatale e la Seduttrice. Otto abiti total black emergono da un giardino notturno composto da migliaia di fiori artificiali, punteggiati da microscopiche luci tremule che trasformano lo spazio in una visione sospesa.

Come ricorda Giancarlo Giammetti, Valchiria Venus incarna uno dei pilastri della Fondazione: l’impegno sociale e collettivo. L’opera è infatti il risultato di 756 ore di workshop, oltre duecento partecipanti e duecento chilogrammi di moduli all’uncinetto realizzati a Roma e inviati a Lisbona. Studenti di MAM – Maiani Accademia Moda, Accademia di Costume & Moda e NABA, insieme a pazienti, detenute e membri di nove associazioni partner, hanno preso parte attivamente al progetto, documentato in una serie di video dal regista Daniele Lucchetti.

info: piazzamignanelli23.com

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