Il Musée d’Art Moderne de Paris arricchisce in modo significativo la propria collezione con una donazione di 61 opere di Henri Matisse, provenienti dalla raccolta di Barbara Dauphin Duthuit, vedova di Claude Duthuit, nipote dell’artista. Si tratta di un nucleo eterogeneo che comprende sette dipinti, una scultura, numerosi disegni, acqueforti e incisioni, molti dei quali dedicati a Marguerite Matisse, figlia maggiore del pittore e presenza costante nella sua produzione. Le opere coprono un ampio arco temporale, dagli inizi del Novecento fino agli anni Quaranta, offrendo uno sguardo privilegiato sul rapporto intimo e artistico tra Matisse e Marguerite, figura complessa e centrale non solo come modella, ma anche come collaboratrice e custode dell’eredità paterna. I ritratti restituiscono l’evoluzione stilistica dell’artista, dal disegno più analitico alle soluzioni formali mature, segnate da una crescente libertà espressiva.

Una parte consistente della donazione era già stata presentata al pubblico nella mostra Matisse et Marguerite. Le regard d’un père, ospitata dall’istituzione parigina nel 2025, che ha contribuito a rinnovare l’attenzione critica sul ruolo della figlia nella vita e nell’opera del maestro francese. Con l’ingresso definitivo delle opere nelle collezioni permanenti, il museo consolida ulteriormente la propria posizione come uno dei principali centri di riferimento per lo studio del maestro del colore. La donazione si inserisce in una strategia più ampia dell’istituzione, volta a valorizzare i legami familiari e affettivi che hanno attraversato la storia dell’arte moderna, offrendo al pubblico non solo capolavori iconici, ma anche testimonianze più intime e rivelatrici del processo creativo.

La donazione riveste anche un forte valore simbolico e storico: Marguerite Matisse, sopravvissuta alla deportazione durante la Seconda guerra mondiale per il suo coinvolgimento nella Resistenza francese, emerge in queste opere non solo come soggetto artistico, ma come figura autonoma e determinante nella biografia del padre. Attraverso questi lavori, il museo restituisce una narrazione meno canonica di Matisse, lontana dall’immagine esclusiva del maestro del colore, mettendo in luce la dimensione privata, affettiva e quotidiana che ha alimentato la sua ricerca. L’ingresso del nucleo in una collezione pubblica garantisce inoltre la conservazione, lo studio e la futura esposizione di opere finora rimaste in ambito familiare, rafforzando il ruolo del Musée d’Art Moderne de Paris come luogo di riferimento internazionale per la rilettura critica dell’arte moderna europea.



