Un’opera d’arte di Giulia Mangoni dal titolo L’incrocio di Vallefredda è stata presentata nella mostra Pittura Italiana Oggi, un’esposizione di arte contemporanea di artisti under 35 promossa dal ministero degli Esteri, ideata da Triennale Milano, ospitata nel Museo nazionale della Repubblica di Brasilia fino al 22 febbraio 2026 e realizzata con il coordinamento dell’Ambasciata d’Italia in Brasile.
L’esposizione si articola in varie tappe, di cui la prima è stata a Buenos Aires. A seconda dell’ambiente in cui si trova, l’artista crea un contesto diverso in cui calare il suo lavoro: le prossime tappe saranno Rio de Janeiro nel 2026 e in seguito a Città del Messico. Il protagonista del dipinto abita in una terra di frontiera tra Lazio e Umbria, in Ciociaria, realtà in cui proprio Giulia Mangoni vive. Nell’opera l’artista dona una poetica e un’identità, in un dialogo col realismo magico sudamericano.

Mangoni: «Indago come il western crei una finzione sulla mascolinità»
«Nella creazione dell’opera per la tappa della capitale brasiliana mi hanno influenzata le musiche del Nordest, il Forrò e il Frevo, la storia dei cangaceiros i banditi del sertão, ma anche lo stile visivo degli spaghetti western, girati nella stessa Ciociaria ma spesso ambientati, narrativamente, in Messico o in lontane terre sudamericane», dichiara Giulia Mangoni.
«Per L’Incrocio di Vallefredda – prosegue – nato inizialmente per la mostra Un Letto di Frasche nella ArtNoble Gallery di Milano nel 2024, ho cercato di immaginare un cowboy ciociaro, collegandolo all’archetipo del brigante dell’Italia meridionale dell’Ottocento. Così indagavo come il western costruisca una finzione sulla mascolinità e sul confronto con la frontiera e con l’altro, richiamando anche riflessioni sulla colonizzazione, sui rapporti di potere tra l’uomo, la natura e i popoli che abitavano le Americhe molto prima dell’arrivo dell’uomo bianco».



