Jonathas de Andrade chiude il programma di Conciliazione 5

L’artista brasiliano porta a Roma un’installazione in dialogo con un nuovo video esposto al MACRO fino ad aprile 2026

Roma si prepara a ospitare l’ultimo appuntamento del programma 2025 di Conciliazione 5, il progetto di arte contemporanea promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede in occasione del Giubileo. Dall’11 dicembre, la window gallery di via della Conciliazione accoglie l’intervento di Jonathas de Andrade, artista brasiliano tra le voci più autorevoli della scena latinoamericana, noto per un lavoro che intreccia memoria collettiva, impegno sociale e riflessione politica.

Curato da Cristiana Perrella, il programma ha affrontato alcune delle questioni più urgenti del presente – carcere, migrazione, ambiente, povertà – invitando per ogni capitolo un artista a lavorare sia nello spazio affacciato su San Pietro sia in un luogo diverso della città, legato al tema trattato. De Andrade raccoglie il testimone di Yan Pei-Ming, Adrian Paci e Vivian Suter, orientando il focus sull’azione comunitaria e sulla solidarietà come forma di responsabilità collettiva.

Nel suo intervento per Conciliazione 5, l’artista costruisce una sorta di “pedagogia visiva” che mette in relazione arte, spiritualità e impegno sociale. L’installazione prende avvio da un’indagine sulle reti latinoamericane di attivismo religioso e civile, con un riferimento diretto alla città di Roma, crocevia di teologi, rifugiati politici e movimenti di base. Centrale è il dialogo con l’archivio della Fondazione Lelio e Lisli Basso, custode di documenti chiave per comprendere il rapporto tra fede, politica e diritti sociali. A orientare la lettura dell’opera contribuiscono anche le parole di Papa Leone XIV nell’Esortazione Dilexi te, che richiama la Chiesa a considerare i poveri non come categoria astratta ma come “carne di Cristo”.

Il progetto sbarca poi anche al MACRO, dove viene presentato il nuovo video Sorelle senza nome, prodotto dalla Fondazione In Between Art Film e visibile fino al 6 aprile 2026. Il film ricostruisce la storia reale di un gruppo di religiose brasiliane degli anni Sessanta che, perseguitate dalla dittatura militare, si rifugiarono a Roma continuando qui la loro opera sociale nel segno dell’anonimato e di una radicale coerenza evangelica. La loro vicenda, segnata da esodi e trasformazioni, permette a de Andrade di intrecciare testimonianze d’epoca, materiali d’archivio e riferimenti al pensiero di Paulo Freire, ma anche la figura di Linda Bimbi, attivista lucchese che contribuì alla fondazione del Tribunale Russell II sui crimini in America Latina.

info: dce.va

Articoli correlati