EGS porta a Reggio Emilia la sua identità invisibile

SpazioC21 presenta un progetto espositivo in tre atti che racconta l’evoluzione di uno degli artisti finlandesi più influenti

A Reggio Emilia l’autunno si chiude con uno dei progetti più ambiziosi della stagione espositiva: Invisible Identity, personale di EGS ospitata da SpazioC21 dal 15 novembre 2025 al 14 febbraio 2026. La mostra riunisce per la prima volta in Italia un nucleo significativo di opere pittoriche, acquerelli e una nuova produzione di vetri soffiati, frutto di una doppia residenza tra Finlandia e Murano. Un percorso che testimonia la crescita di un artista capace di trasformare un semplice acronimo in un linguaggio riconoscibile a livello internazionale.

Autodidatta, formatosi sui muri delle città prima ancora che nelle istituzioni, EGS ha costruito fin dagli esordi un alfabeto personale basato sulle tre lettere del suo nome, utilizzate come elemento narrativo, mappa identitaria e struttura visiva. La pratica del writing, mai abbandonata, resta l’ossatura del suo immaginario anche quando l’artista si sposta in studio: prima con gli inchiostri in bianco e nero, poi con tele che ampliano la gamma cromatica e approfondiscono la componente astratta.

Dal 2015 il vetro entra nella sua ricerca in modo quasi accidentale ma decisivo. L’invito della vetreria finlandese Lasismi e il lavoro a stretto contatto con giovani artigiani inaugurano una nuova fase, dove la fisicità del gesto e l’imprevedibilità della materia si avvicinano sorprendentemente all’esperienza del graffito. Il vetro — fuso, soffiato, modellato in forme instabili — diventa un medium attraverso cui EGS esplora trasformazioni, tensioni, fragilità. Da allora, si afferma come una delle voci più originali in questo campo, arrivando nel 2020 a una retrospettiva al Museo del Vetro Finlandese.

Per SpazioC21, l’artista lavora tra giugno e settembre 2025 a un progetto tripartito: nuove tele e acquerelli realizzati in residenza; una serie di vetri prodotti a Lasismi; e una collaborazione speciale con Seguso Vetri d’Arte, storica fornace muranese attiva dal 1397. Il risultato — circa trenta sculture esposte nella cornice di Villa Levi Terrachini — unisce tradizioni distanti per creare una grammatica visiva comune: superfici craquelé, sinuosità irregolari, trasparenze attraversate dalla luce, inserti cromatici che ricordano la gestualità istintiva del writing.

La mostra è accompagnata da un libro fotografico in edizione limitata che documenta le diverse fasi della produzione tramite tre sguardi complementari: Paolo Pellegrin per Murano, Marko Rantanen per la Finlandia e Valerio Polici per la residenza pittorica. Una narrazione parallela che restituisce la dimensione processuale, fisica e quasi performativa del lavoro di EGS.

info: spazioc21.com

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