nonQ: Tutto sotto controllo. Il paradosso dell’individuo nella società contemporanea

La bipersonale di Lucchesi e Zappalà negli spazi di Visionarte a Roma trasforma la mostra in un’indagine sulla tensione tra libertà personale e controllo sociale

Durante il mese di novembre, la sede romana dell’associazione Visionarte in Viale Bruno Buozzi 102 si è trasformata in un ambiente di apertura e ascolto, accogliendo la bipersonale nonQ: Tutto sotto controllo di Leandro Lucchesi e Leonardo Zappalà, a cura di Ludovico Genone e Giulia Sfirro. La mostra ha offerto al pubblico l’occasione di entrare in un percorso immersivo dedicato al paradosso dell’individuo nella società contemporanea: un conflitto sotterraneo, ma costante, tra libertà personale e pressione collettiva.

Le opere dei due artisti, poste in un dialogo serrato, indagano la relazione fra la singolarità dell’essere umano e le forme pervasive del controllo sociale. Questa tensione viene riformulata come un vero e proprio paradosso esistenziale, in cui l’individuo libero (P) rivendica la propria unicità, mentre la società (Q) arriva a definirsi solo negando quella stessa individualità. Un nodo irrisolto che attraversa la nostra epoca e che gli artisti rendono visibile attraverso linguaggi e materiali differenti.

Zappalà evoca, anche nei versi che accompagnano le sue opere, la fragilità dell’esperienza umana:
“Vederti sbocciare con i tuoi – petali di ferro – rosso caldo nettare Paura primordiale – un primo amore – ferito in un istante.” Il ferro, il legno, il gesso e persino il sangue diventano così strumenti per raccontare un corpo esposto, vulnerabile, continuamente attraversato da forze esterne. Accanto a questi elementi, Lucchesi introduce installazioni digitali e videoproiezioni che richiamano il flusso incessante di immagini e informazioni tipico della società neoliberale, un rumore di fondo che rischia di soffocare il pensiero critico e di generare un’amnesia collettiva programmata.

In questo scenario, l’arte si configura come atto di resistenza: uno spazio simbolico nonQ, capace di sospendere temporaneamente le dinamiche di controllo e di restituire all’individuo la possibilità di riconoscersi. La mostra invita infatti a interrogarsi sul modo in cui il potere sociale non operi soltanto dall’esterno, ma venga interiorizzato fino a modellare identità, desideri e comportamenti. La “tirannia della maggioranza” emerge così come limite all’espressione autentica, ma anche come punto di partenza per immaginare forme alternative di libertà. Attraverso l’installazione Calpestati di Zappalà e la videoinstallazione Structure di Lucchesi, il percorso espositivo rende tangibile il conflitto tra controllo e autonomia, coinvolgendo lo spettatore in un’esperienza di interrogazione personale.

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