Luz come origine, il viaggio interiore di Ludovico Tersigni alla Miart Gallery

Nella sua prima personale milanese, Ludovico Tersigni trasforma la galleria in via Brera in un luogo di passaggio e rivelazione

C’è un punto di avvio da cui ogni ricerca prende forma. Per Ludovico Tersigni questo punto si chiama Luz: un seme, un talismano scultoreo, un oggetto di culto che, nella tradizione antica, condensa l’idea di rinascita e rigenerazione. Attorno a questa immagine originaria ruota Luz, viaggio verso la redenzione, la mostra personale che l’artista presenta alla Miart Gallery di Milano a partire dal 27 novembre 2025.

La galleria accoglie nove Luz, affiancati da sei grandi tele e da un gruppo di sculture che ampliano e stratificano la narrazione. Non siamo di fronte a semplici oggetti, ma a emanazioni di un percorso intimo, quasi iniziatico, in cui il linguaggio visivo si fa strumento di trasformazione. Catarsi, libertà, rinascita, redenzione: questi i cardini concettuali che attraversano il lavoro di Tersigni, innervandolo di una tensione etica e poetica allo stesso tempo.

Il pubblico è chiamato non solo a osservare, ma a entrare in risonanza con il viaggio dell’artista, trasformandolo in terreno di indagine personale. Le sculture si offrono come soglie: forme che custodiscono un’energia compressa, pronte a rivelarsi solo a chi accetta di interrogarsi sulle proprie vibrazioni interiori. Le tele, invece, amplificano il ritmo del percorso, come pagine di un diario che non racconta, ma suggerisce, lasciando che lo spazio mentale di chi guarda completi il senso.

La biografia di Tersigni, segnata da una precedente e nota esperienza nel cinema e nella televisione, non è un dettaglio marginale ma parte integrante di questa metamorfosi. L’artista ha scelto negli ultimi anni di dedicarsi quasi interamente alle arti visive, intraprendendo un viaggio che coinvolge in modo simultaneamente umano e professionale. Il passaggio da un medium narrativo come l’immagine filmica alla materia scultorea diventa così una dichiarazione di autenticità: un ritorno all’essenziale, al gesto che interroga, al peso e alla fragilità della forma.

La mostra, ospitata negli spazi di via Brera 3, resterà visitabile nei giorni successivi secondo gli orari della galleria.

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