Vita sospesa e corpi in decomposizione: Bones of Tomorrow di Andro Eradze

A Firenze la prima mostra istituzionale italiana dell’artista georgiano. Un itinerario tra Palazzo Strozzi e IED Firenze che esplora il fragile equilibrio tra dissoluzione e rinascita

Uccelli e fiori divorati dalle fiamme, piante in decomposizione, oggetti d’uso quotidiano che levitano in una dimensione sospesa. Il dialogo ossimorico guida i video, le fotografie e le installazioni del progetto Bones of Tomorrow di Andro Eradze, visitabile fino al 25 gennaio nel Project Space di Palazzo Strozzi e nell’ex-Teatro dell’Oriuolo, sede di IED Firenze. Una mostra che esplora la tensione fra bellezza e collasso, morte e rinascita, immaginazione e mondo tangibile, natura e artificio.

Andro Eradze, Bones of Tomorrow, exhibition view, Firenze, Palazzo Strozzi, Project Space, e/and Ex-Teatro dell’Oriuolo, IED Firenze, photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Ideato come un itinerario continuo tra le due sedi, il progetto è curato da Arturo Galansino e Daria Filardo, con il supporto della classe del Master in Curatorial Practice 2024–2025 di IED Firenze, e rappresenta un momento proficuo di collaborazione tra le due realtà. Il percorso invita a esplorare l’immaginario visivo di Eradze (1993, Tbilisi), artista e filmmaker che, dopo gli studi all’Accademia del Cinema di Tbilisi, ha sviluppato una ricerca autonoma, partecipando a mostre e proiezioni in istituzioni internazionali come MoMA PS1 (New York), 59. Biennale di Venezia e New Museum (New York).

I lavori esposti parlano di un ciclo sospeso tra dissoluzione e rigenerazione, degli spazi liminali fra il mondo concreto e quello onirico, della coesistenza, interazione e comunicazione fra entità umane e non. Flowering and fading, video al centro dell’installazione allestita nel Project Space di Palazzo Strozzi, mostra la dimensione tangibile di un ambiente domestico sfumare nella dimensione del sogno condivisa da un cane e un essere umano. Qui gli oggetti acquistano vita autonoma, la frutta fluttua, lo spazio si allenta. Attorno al video, in una contrapposizione che stride, si erge una recinzione di pali metallici acuminati. Simili alle palizzate di un’istituzione totale qualsiasi, questi innesti metallici partecipano alla tensione generata dal dialogo costante fra opposti, amplificando con la loro artificiosa brutalità l’elemento magico del video. Il dialogo ossimorico riguarda anche i medium coinvolti: il cinema, dove l’immagine — intangibile e in movimento — può confrontarsi con il tempo dell’immaginazione, e l’installazione che, nella sua esistenza materiale, deve invece confrontarsi con lo scorrere concreto del tempo che la erode.

Andro Eradze, Ghost Carriers, 2025, film still, courtesy l‘artista e SpazioA, Pistoia

Bones of Tomorrow, intervento site-specific nell’ex Teatro dell’Oriuolo, ripropone la stessa divergenza: fotografie di piante attaccate dalla muffa e in stato di decomposizione sono appese — come corpi di animali al macello — a un’inferriata metallica composta da lance appuntite che calano dal soffitto. Il titolo, che è il medesimo del progetto espositivo, rimanda al divenire: alla presenza di ciò che non è ancora visibile e che sta prendendo forma, a ciò che sopravvive a noi e alla nostra eredità. Anche qui i significati si dispiegano lungo linee autonome, ciascuna dotata di un proprio respiro.

Andro Eradze, Bones of Tomorrow, exhibition view, Firenze, Palazzo Strozzi, Project Space, e/and Ex-Teatro dell’Oriuolo, IED Firenze, photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

In riferimento al lavoro di Eradze, si potrebbe parlare così di traiettorie divergenti, capaci di coesistere nello stesso spazio e nei cui punti di intersezione si annida l’opera. Bones of Tomorrow si propone in sintesi come un progetto in cui i contrasti si concentrano nello spazio: opposti che coesistono, direzioni autonome che si intersecano, oggetti e corpi che sfidano la gravità e il tempo. La mostra è insieme esperienza sensoriale e laboratorio concettuale, un luogo dove le immagini vivono di vita propria e ogni medium partecipa al dialogo tra materialità e immaginazione, confermando la vitalità di una collaborazione duratura tra Palazzo Strozzi e IED Firenze.

Andro Eradze, Bones of Tomorrow
Palazzo Strozzi, Piazza Strozzi – Firenze
fino a 25 gennaio

Articoli correlati