Ormai quattro edizioni alle spalle, oltre 140 gallerie in mostra e, come da tradizione, anche un Paese Ospite, quest’anno la Corea del Sud. Al suo quinto appuntamento, Roma Arte in Nuvola rinnova dal 21 al 23 novembre la propria vocazione di piattaforma culturale capace di accogliere più fasce di pubblico, e lo fa anche attraverso una programmazione che procede di pari passo con l’esposizione fieristica tradizionale. Tra performance, talk e assegnazione di premi, ecco una guida per chi visiterà la Nuvola di Fuksas nel fine settimana della rassegna d’arte moderna e contemporanea.


Lo spazio al centro e una performance che è un voto
Il sabato pomeriggio si apre alle 15.30 con Try di Marilisa Cosello, una performance che opera per sottrazione: niente contesto, nessuna scenografia, solo due pugili che, nello spazio neutro della fiera, trasformano la boxe in un linguaggio primario. Lo spazio è al centro anche di un’altra performance, ma stavolta non quello terrestre: prevista alle 17.30, Missione Space Y di Filippo Riniolo trasforma l’azione performativa in racconto, in un dialogo con il giornalista Corrado Formigli che assume i toni di una conferenza post-missione. Riniolo, “cosmonauta” di ritorno dalla Luna, mostra materiali recuperati, oggetti che diventano prova tangibile del nostro impatto extraterrestre.


La domenica si apre alle 15.30 con la coralità di LANDFALL di Sonia Andresano, che rilegge invece lo spazio della Nuvola come un paesaggio di tensioni. I performer, con i gavitelli dorati sulle spalle, disegnano percorsi instabili, tracciando linee che si tendono e si sciolgono. L’approdo – nella sua doppia natura di caduta e arrivo – diventa metafora di una comunità che cerca orientamento in un tempo incerto.
Per tutta la durata della fiera, poi, Referendum di Giorgia Errera offre un’esperienza partecipativa dove il pubblico si misura con un gesto democratico svuotato di senso. Entrare in cabina, scegliere un “sì” o un “no” senza domanda, inserire la scheda nell’urna: un rito che sembra familiare ma che, nell’assenza di un contenuto, rivela la fragilità simbolica delle nostre pratiche civiche. Lo spoglio finale, previsto il terzo giorno, assume così il valore di una verità senza oggetto.


Giovani collezionisti e artisti protagonisti dei talk
Accanto alle performance, i talk animano la dimensione discorsiva della fiera. Sabato alle ore 16.00, l’incontro dedicato ai giovani collezionisti tenta di restituire un’immagine meno stereotipata di una figura troppo spesso caricata di aspettative. Moderata da Adriana Polveroni, la conversazione indaga desideri, responsabilità e differenze generazionali, interrogando il ruolo dei musei e il futuro del collezionismo italiano. La domenica sempre alle ore 16.00, con Senti chi parla!, la fiera offre invece al pubblico la possibilità di ascoltare direttamente le artiste e gli artisti protagonisti delle performance.


Una fiera che premia
Il weekend culmina con l’assegnazione dei premi. Tra loro, il Premio Arte in Nuvola 2025 celebra un artista capace di coniugare coerenza e originalità, riaffermando il valore della ricerca nell’ecosistema contemporaneo, mentre il Premio CANSON 2025 sottolinea l’importanza del materiale e della manualità, attribuendo all’artista selezionato un significativo contributo in prodotti per le belle arti. Infine, il Premio Hilton Rome EUR La Lama dedica uno sguardo alle gallerie, premiando lo stand più originale con un gesto simbolico ma significativo di ospitalità e riconoscenza.
Attorno a queste tappe, il programma delle mostre e delle installazioni contribuisce a creare una costellazione più ampia: dalle esposizioni dedicate a Gino Marotta, Mario Airò e Fabrizio Clerici, fino alle opere di Melotti, Isgrò, Paolini, Airò, Nnorom, Canevari e Conti, passando per il progetto speciale di Rä di Martino fuori fiera. Insomma, un programma ampio, pensato per offrire un’esperienza dell’arte adatta a tutti i pubblici.

info: romaarteinnuvola.eu


