Il Ministero della Cultura ha presentato mercoledì 20 novembre a Roma, nella Sala Spadolini del Collegio Romano, il nuovo avviso pubblico Cultura Cresce, un’iniziativa pensata per stimolare lo sviluppo delle imprese culturali e creative nelle regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’azione rientra nell’ambito del Programma Nazionale Cultura 2021-2027 ed è supportata da un fondo di 151,71 milioni di euro: non un semplice stanziamento, ma un investimento strutturale che mette la cultura al centro di un progetto di coesione sociale e sviluppo economico.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, consolidare le imprese culturali storiche (quelle attive da almeno cinque anni); dall’altro, favorire la nascita di nuove realtà creative, incluse persone fisiche che intendono costituire un’impresa culturale. È prevista anche una linea d’intervento specifica per le imprese sociali e gli enti del terzo settore che operano nella filiera culturale. Il MiC mira così a rafforzare la competitività delle micro, piccole e medie imprese del Sud, promuovendo progetti imprenditoriali che possano generare non solo valore culturale, ma anche un impatto economico concreto.
La misura prevede il sostegno a investimenti materiali e immateriali, consulenze, marketing e capitale circolante: per ciascun progetto il contributo può arrivare fino a 2,5 milioni di euro. La selezione dei beneficiari seguirà una procedura a sportello: le domande si aprono il 10 dicembre 2025, alle ore 12, e saranno gestite da Invitalia, che si occuperà dell’istruttoria, dell’erogazione delle agevolazioni e delle verifiche successive. Durante la conferenza stampa sono intervenuti il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, la Sottosegretaria Lucia Borgonzoni, il Direttore Generale della Creatività Contemporanea Angelo Piero Cappello e Nicola Macrì, Autorità di Gestione del Programma Nazionale Cultura. Giuli ha sottolineato che l’investimento punta a “far fermentare le potenzialità ancora latenti” nelle regioni meridionali, rivolgendosi in particolare alle nuove generazioni, ai mestieri tradizionali, ai linguaggi culturali poco rappresentati.


