Al MUDEC la neve come metafora delle relazioni umane

Chiharu Shiota realizza un'opera artistica dal forte valore allegorico, stimolando la memoria di ognuno e ricordandoci che siamo parte di un tutto

Nel Museo delle Culture di Milano o MUDEC è stata presentata una monumentale opera dell’artista Chiharu Shiota (Osaka, 1982), nota nel panorama delle opere d’arte site specific. Si tratta di una grandissima installazione con reti di fili che trasformano lo spazio circostante in un mondo sospeso in aria.

Curata da Sara Rizzo con il supporto di 24 ORE Cultura, l’opera è stata pensata espressamente per l’Agorà del MUDEC e sarà accessibile gratuitamente fino al 28 giugno 2026. Inoltre l’installazione si inserisce nel programma dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, il progetto diffuso che accompagna i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali con eventi artistici e culturali in tutta Italia.

Un’installazione dal forte valore metaforico e riflessivo

The Moment The Snow Melts è il titolo dell’installazione, inaugurata mercoledì 19 novembre: si tratta di una trama di 7 mila fili bianchi lunghi 15 chilometri i quali scendono come una nevicata che non arriva mai a terra dal tetto dell’Agorà. Attaccati ai fili si trovano 10 mila fogli con testimonianze dei visitatori passati di lì, oppure da parte di utenti che hanno scritto online. In questo modo l’artista ha invitato il pubblico a partecipare attivamente al progetto, condividendo pensieri o disegni legati al tema della memoria, sia attraverso fogli scritti da lasciare, sia compilando il form disponibile sulla pagina web ufficiale del museo.

Chiharu Shiota ha utilizzato la neve come metafora, come strumento di riflessione sulle relazioni umane e su come queste iniziano e finiscono. L’artista, famosa per i suoi intrecci di fili, crea un paesaggio di una nevicata metaforica, bloccata in un momento preciso del tempo, tanto da non arrivare a terra, e rappresenta per il pubblico uno spazio di meditazione.

“Questa installazione è una rappresentazione di coloro che non sono più presenti e vuole accogliere il pubblico in uno spazio per ricordarli. […] Ogni corda è collegata a più lettere che contengono i nomi di persone che non è più possibile incontrare, e trasmettono così, attraverso il tempo, sentimenti di frustrazione e tristezza” – ha spiegato.

info: mudec.it

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