Michelangelo Pistoletto, tra i maestri indiscussi dell’arte contemporanea internazionale, approda con una nuova installazione monumentale nel cuore dell’altopiano di Giza. Il suo celebre Terzo Paradiso diventa protagonista della quinta edizione di Forever Is Now, la mostra d’arte internazionale che fino al 6 dicembre 2025 trasforma il deserto egiziano in un crocevia inedito tra passato e contemporaneità. Ai piedi delle piramidi, il simbolo trinamico, una rifondazione del segno dell’infinito, si presenta come una potente metafora del percorso evolutivo dell’umanità: unione di natura, artificio e nuova responsabilità collettiva.

L’opera, realizzata con materiali locali come pietra e sabbia, non è soltanto un intervento scenografico in un contesto straordinario: è una vera e propria dichiarazione di intenti. Nel Terzo Paradiso, Pistoletto inserisce un cerchio centrale nel simbolo dell’infinito, trasformandolo in una forma che rappresenta il punto d’incontro tra il mondo naturale e quello artificiale, con l’auspicio di una terza via possibile, equilibrata e rigenerativa. Portare questo segno nell’ombra del sito egiziano, significa confrontarsi con la storia millenaria dell’umanità, con le sue ambizioni, le sue fragilità e la sua capacità di immaginare il futuro.
Michelangelo Pistoletto, «lasciare un segno che attraversi il tempo»
«Le Piramidi testimoniano il desiderio umano di lasciare un segno che attraversa il tempo» afferma Pistoletto. «Il Terzo Paradiso dialoga con quella stessa aspirazione, ma la orienta verso una responsabilità condivisa, capace di trasformare il mondo». L’installazione, aperta all’interazione e al passaggio del pubblico, trasforma il paesaggio in un luogo di meditazione collettiva: camminare nel simbolo diventa un gesto di consapevolezza, un invito a ripensare il nostro posto nel pianeta.


La scelta di Giza non è casuale: Forever Is Now nasce con l’intento di far dialogare l’eredità culturale universale con le ricerche artistiche contemporanee. Le piramidi, con la loro forza simbolica, diventano interlocutrici ideali dell’opera del maestro, che da oltre sessant’anni pone al centro la relazione tra individuo, società e ambiente. Il progetto comprende anche un’importante componente formativa: una borsa di studio dedicata a giovani artisti egiziani, che potranno frequentare la UNIDEE Academy di Cittadellarte a Biella. Un ponte culturale che rafforza la vocazione dell’iniziativa come spazio di scambio internazionale e che ribadisce il ruolo dell’arte come terreno fertile per nuove comunità di pensiero.
All photos: Cittadellarte Pistoletto Foundation


