New York ha ospitato la 17ª Deloitte Private Art & Finance Conference

Tra IA, eredità culturale e nuovi modelli di investimento, l’incontro annuale di Deloitte ridefinisce il rapporto tra patrimonio e creatività. A dieci anni dall’ultima edizione newyorkese, la conferenza torna nel cuore del mercato globale dell’arte

A New York, capitale mondiale del mercato dell’arte, si è tenuta la 17ª edizione della Deloitte Private Art & Finance Conference, ospitata nella sede globale di Citi. L’evento, organizzato da Deloitte Luxembourg e Deloitte US, ha riunito oltre 700 partecipanti tra esperti, collezionisti, banchieri, avvocati e curatori, segnando il ritorno della conferenza nella metropoli americana dopo un decennio di tappe internazionali – da Parigi a Londra, da Milano al Vaticano – a testimonianza della sua vocazione globale.

Sostenuta da Citi, ARTE Generali, Art Recognition e Bonhams, la giornata ha offerto un osservatorio privilegiato sul modo in cui l’arte sta ridefinendo il linguaggio della finanza contemporanea. «Arte e finanza un tempo erano mondi distanti. Oggi condividono lo stesso vocabolario: valore, fiducia, eredità», ha dichiarato John Psaila, CEO e Managing Partner di Deloitte Luxembourg. «Il nostro compito è interpretare quel linguaggio con la stessa cura con cui un collezionista osserva la sua opera: unendo ragione ed emozione, innovazione e responsabilità».

Tre assi tematici per il 2025

Tra gli elementi chiave dell’anno, c’è l’innovazione all’incrocio tra arte e finanza. Con circa 2,5 trilioni di dollari di ricchezza detenuti in arte e oggetti da collezione da parte degli ultra-high-net-worth individuals, le discussioni hanno affrontato l’impatto dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali sulla valutazione, l’autenticazione e la condivisione delle opere. Focus anche sui nuovi strumenti di finanza creativa, come l’art-secured lending e la proprietà frazionata, che stanno trasformando l’arte in un campo d’investimento strutturato.

Il passaggio generazionale e l’impact investing appaiono altri due temi centrali. Con circa 100 miliardi di dollari di patrimonio artistico trasferiti ogni anno tra generazioni, le nuove leve della ricchezza stanno ripensando il ruolo della filantropia e del collezionismo. La conferenza ha posto l’accento su approcci ESG e strategie che coniugano valore culturale e impatto sociale, aprendo a una visione più etica e sostenibile della gestione patrimoniale.

A emergere è, in generale, l’arte come classe di capitale e motore di resilienza comunitaria. Sempre più parte delle strategie di diversificazione dei portafogli, l’arte è stata analizzata anche come strumento di coesione e di sviluppo locale, capace di sostenere istituzioni culturali, educazione e leadership creativa. «L’arte non è più una nicchia, ma una componente centrale nel definire e diversificare un’eredità», ha osservato Wolfe Tone, Deloitte US. «Le nuove generazioni combinano performance finanziaria e scopo sociale, ridefinendo il significato stesso di gestione della ricchezza privata».

Il nuovo Art & Finance Report 2025

Il momento clou della giornata è stato il lancio della 9ª edizione del Deloitte Private & ArtTactic Art & Finance Report 2025, un volume digitale di oltre 500 pagine che analizza i cambiamenti in atto tra collezionisti, family office e professionisti del settore. Basato su quasi 500 interviste e 30 contributi di esperti, il report esplora le nuove tendenze del mercato: dal peso crescente dei giovani collezionisti alla diffusione dei prestiti garantiti da opere d’arte, fino al ruolo dell’IA nella valutazione e nell’autenticazione dei beni artistici.

«L’arte sta emergendo come un catalizzatore di trasformazione sociale, oltre che come asset economico», ha dichiarato Adriano Picinati di Torcello, Global Art & Finance Coordinator di Deloitte Luxembourg. «Questa conferenza riunisce voci diverse – dalla finanza alla filantropia – per esplorare un linguaggio nuovo del valore, dove il patrimonio incontra la cultura». Nel dialogo tra numeri e visioni, la conferenza newyorkese conferma così il ruolo di Deloitte come piattaforma internazionale per un pensiero condiviso sull’arte come bene comune e leva di innovazione etica, in un mondo che chiede sempre più coerenza tra valore economico e impatto umano.

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