L’urbanismo tattico di Jungle colora Roma: “Blu Art – i colori dell’aria”

Tra sostenibilità e creatività, quindici interventi di street art trasformano le piazze di Roma in un laboratorio di urbanismo tattico e arte ambientale.

Negli ultimi anni il concetto di urbanismo tattico ha ridefinito il modo di intendere la città contemporanea, non più come struttura statica, ma come spazio in continua evoluzione, aperto alla sperimentazione e alla partecipazione. Si tratta di un approccio progettuale che mira a riattivare aree urbane attraverso interventi leggeri, temporanei o permanenti, a basso costo ma ad alto impatto visivo e sociale. L’uso del colore, di elementi di arredo urbano e di dispositivi ludici o funzionali diventa un linguaggio attraverso cui restituire vitalità, identità e senso di appartenenza agli spazi pubblici.

Nato come pratica sperimentale, l’urbanismo tattico si è affermato come metodologia di pianificazione contemporanea, capace di coniugare creatività, sostenibilità e partecipazione. La sua forza risiede nella rapidità d’azione e nella possibilità di innescare cambiamenti concreti nel modo in cui le persone vivono la città: piccoli interventi che generano nuovi comportamenti, socialità e forme di fruizione condivisa. Questa visione si fonda su un principio essenziale: la città è di chi la abita. L’urbanismo tattico promuove infatti un’urbanistica dal basso, in cui la comunità partecipa ai processi di progettazione e sperimentazione, diventando protagonista attiva della trasformazione dello spazio urbano.

Colori, segni grafici, installazioni e progetti di arte pubblica diventano strumenti di trasformazione sociale, capaci di restituire ai cittadini spazi più accoglienti, accessibili e condivisi. L’obiettivo è favorire inclusione e sostenibilità, rigenerando aree sottoutilizzate e incoraggiando la mobilità dolce, con piazze, marciapiedi e parcheggi che tornano luoghi di incontro e relazione. Divenuto un trend internazionale, questo approccio ha trovato applicazione in numerose metropoli del mondo – da New York a Barcellona, da Parigi a Melbourne – dove interventi cromatici, arredi modulari e installazioni artistiche hanno trasformato spazi anonimi in luoghi di identità collettiva. Questi esempi dimostrano come arte e design possano essere strumenti strategici per migliorare la qualità della vita urbana, restituendo alla città la sua dimensione più autentica: quella dell’esperienza condivisa, della cura e della creatività quotidiana.

In questa prospettiva, l’urbanismo tattico non è solo un insieme di pratiche estetiche o ambientali, ma un linguaggio urbano globale, capace di ridefinire la relazione tra persone, spazio e comunità. È l’espressione di un modo nuovo di fare città: flessibile, sostenibile e inclusivo, dove la creatività diventa motore di rigenerazione e la bellezza un atto politico di cura e appartenenza. È in questo contesto che nasce ‘’Blu Art – i colori dell’aria’’, il progetto ideato da Jungle – agenzia di comunicazione indipendente specializzata nell’ideazione e nella produzione di progetti territoriali – e promosso da Roma Capitale in collaborazione con Zètema e con l’Assessorato all’Ambiente. Presentato lo scorso 6 ottobre in Campidoglio, l’intervento ha portato quindici opere di street art pavimentale in altrettanti municipi della città, coniugando creatività, rigenerazione e sostenibilità.

Trenta giorni di lavoro, tre squadre di decoratori e oltre quattromila litri di vernici fotocatalitiche  – speciali pitture ‘’cattura-smog’’ – hanno trasformato quindici aree urbane in un laboratorio a cielo aperto. Ogni intervento è stato pensato per ridurre le sostanze inquinanti dell’aria e, al tempo stesso, attivare una nuova consapevolezza ambientale nei cittadini e nei turisti attraverso la forza visiva dell’arte. Cinque artisti – Marco Oggian, ScombinAnto, Serena Gianoli, GeometricBang ed Elisabetta Vedovato – noti a livello nazionale e selezionati per lo stile e per la capacità di lavorare su grandi formati, sono stati selezionati da Jungle, per reinterpretare il tema della qualità dell’aria e l’inquinamento atmosferico,  secondo la propria cifra stilistica.

La narrazione è stata impostata partendo da prospettive differenti: gli effetti nocivi sull’uomo; il rapporto tra inquinamento e cementificazione; la forza della natura come agente salvifico; l’urgenza del cambiamento nelle abitudini personali. Per mantenere una coerenza visiva tra le diverse declinazioni del concept, con gli artisti è stato condiviso un pattern ispirazionale in grado di riassumere tutti e 4 i pillar descritti in precedenza: la Mappa della qualità dell’aria, ovvero una fotografia dell’attuale stato di salute del pianeta e delle città che lo compongono.

Questo immaginario iconografico distintivo è composto da un sistema di forme e da una palette colori dai contrasti vibranti in grado di stimolare il pubblico in modo implicito, richiamando l’attenzione e incoraggiando una discussione sull’argomento. A partire da questi elementi, ognuno ha sviluppato una personale interpretazione del tema, lavorando a opere uniche e site-specific pensate con l’obiettivo di contribuire in modo positivo alla riqualificazione culturale, sociale ed estetica dei singoli quartieri coinvolti, e contestualmente dell’intera città di Roma.

Ogni artwork, dalle forme geometriche, i colori saturi e i riferimenti al mondo naturale, è site-specific, pensato in relazione al contesto e, in alcuni casi, arricchito da giochi pavimentali nelle aree limitrofe alle scuole, per stimolare l’interazione e l’educazione dei più giovani. Le superfici dipinte sono trattate con un layer fotocatalitico atossico capace di assorbire e neutralizzare biossido di azoto, monossido di carbonio e polveri sottili. Nel complesso, le quindici opere equivalgono alla capacità depurativa di 750 alberi, con un abbattimento stimato di oltre 40 tonnellate di sostanze inquinanti all’anno.

«Il contrasto al cambiamento climatico passa anche dal modo in cui interagiamo con l’ambiente che ci ospita – dichiara Lorenzo Fabbri, CEO & Founder di Jungle – Le strade e le piazze delle nostre città possono così trasformarsi in luoghi preziosi, capaci di restituire spazio alla socialità e allo stesso tempo di migliorare l’aria che respiriamo. L’approccio dell’urbanismo tattico, in questo senso, è la dimostrazione che creatività e politiche urbane lungimiranti possono davvero fare la differenza».

«È con orgoglio che presentiamo Blu Art – i colori dell’aria, un progetto che unisce creatività e sostenibilità, bellezza urbana e coscienza ambientale», ha dichiarato il Sindaco di Roma, Capitale, Roberto Gualtieri, sottolineando come l’iniziativa rappresenti «un segno tangibile della battaglia che Roma ha intrapreso sul fronte della sostenibilità e della lotta ai cambiamenti climatici. In Blu Art troviamo tre elementi fondamentali della nostra visione per Roma: creatività, innovazione e sostenibilità. Se riusciamo a connettere queste tre vocazioni, Roma può davvero cambiare, diventare più competitiva, più giusta, più vivibile, ha aggiunto, ribadendo l’obiettivo di «costruire una città che respira e mette la sostenibilità al centro delle sue politiche».

Sulla stessa linea, l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti, Sabrina Alfonsi, a ricordato come «le piazze fanno la città, sono luoghi dove le relazioni si creano, si consolidano, si ampliano». Il progetto ‘’Blu Art’’, ha spiegato, «riqualifica quindici piazze, una per ogni municipio, con opere di street art fotocatalitiche che non solo abbelliscono gli spazi urbani, ma li rendono più sani e accoglienti». Le superfici, dipinte con vernici a base di biossido di titanio, «degradano agenti inquinanti come gli ossidi di azoto, migliorando la qualità dell’aria che respiriamo». L’Assessora ha evidenziato come l’arte, in questo contesto, diventi «un potente strumento di sensibilizzazione sociale, trasformazione degli spazi pubblici e rigenerazione urbana, una cassa di risonanza universale per attivare le persone alla cura del pianeta».

‘’Blu Art’’ si inserisce in un più ampio piano di azioni per la qualità dell’aria promosso da Roma Capitale, che include il potenziamento delle Domeniche ecologiche, l’iniziativa del Sabato Blu e la promozione di uno stile di vita slow, dove «camminare diventa un atto rivoluzionario, di cura di sé e del pianeta che ci accoglie». Con ‘’Blu Art – i colori dell’aria’’, Roma si afferma come un laboratorio di urbanismo tattico e arte ambientale, dove la creatività incontra la responsabilità civica. Un esempio concreto di come il colore, la forma e la visione artistica possano farsi strumenti di rigenerazione urbana e di benessere collettivo, in un dialogo virtuoso tra istituzioni, artisti e cittadinanza.

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