Hidetoshi Nagasawa ha intrecciato con la Puglia, e in particolare con il Salento, un legame di rara intensità. In questa terra trovò non solo sostenitori e collezionisti, ma soprattutto amici sinceri. A Casarano, dove ricevette la cittadinanza onoraria, ha lasciato un’importante opera pubblica dedicata alle sorelle Daniela e Paola Bastaniutti, vittime dell’attentato di Sharm El Sheikh del 2005. Le sue opere punteggiano il territorio, tra installazioni pubbliche e preziose presenze in collezioni private, segni tangibili di una relazione umana e artistica che continua a fiorire.




Il 30 ottobre Nagasawa avrebbe compiuto 85 anni. Pur mancando da sette, la sua arte continua a vivere e a parlare con forza. La sua idea di spazio come materia da esplorare, saturare e reinventare rimane di grande attualità. Nei suoi lavori, tra carta, rame, acciaio, marmo e legno, convivono tensione cosmica e poesia, rigore e generosità, attenzione alla natura e cura dello spirito. La sua arte resta un invito alla meraviglia, un gesto di apertura verso il mondo e verso gli altri, soprattutto i giovani. La giornata, curata da Adriana Polveroni e introdotta da Paride De Masi, presidente dell’associazione, e da Luigi De Luca, direttore del Museo Castromediano di Lecce, sarà un omaggio collettivo, tra testimonianze, immagini e ricordi.

Tra i partecipanti figurano critici e curatori che hanno condiviso percorsi con Nagasawa: Bruno Corà, Caterina Niccolini, Aldo Iori, Pablo Rico, Caterina Riva, Giorgio Verzotti, Giacomo Zaza.
Saranno presenti anche artisti come Stefano Boccalini, Alice Cattaneo, Michele Guido e Paolo Icaro, insieme a galleristi e committenti che hanno accompagnato il suo cammino, tra cui Andrea Alibrandi, Sara Zanin, Antonio Presti (con la Fiumara d’Arte) e Paolo Gori (Fattoria di Celle). Accanto a loro, la famiglia Nagasawa, Silvia Fabro, testimone del legame con Luciano Fabro, e gli amici Anna Cirignola e Toti Semerano. Durante l’incontro sarà presentata la Fondazione Nagasawa, che nascerà ufficialmente con l’obiettivo di valorizzare e diffondere l’opera dell’artista attraverso progetti espositivi, educativi e di ricerca. Una memoria viva, che vuole farsi presente: non semplice commemorazione, ma rinnovamento di un pensiero capace di unire Oriente e Occidente, materia e spirito, rigore e leggerezza.


