Geography of Scrips, la mappa del mondo riscritta dagli street artist

Sono 14 i protagonisti coinvolti nella nuova mostra di Edorado Marcenaro che trasformano titoli azionari e mappe in opere che riflettono su denaro e fragilità

La galleria Rosso20sette Arte Contemporanea di Roma inaugura un nuovo progetto espositivo a cura di Edoardo Marcenaro, Geography of Scrips. La collettiva riunisce Alex Senna, Lula Goce, Iena Cruz, Laika, Marco Rèa, Jana & Js, Rnst, Koz Dos, Daniele Tozzi, Pixel Pancho, Tabby, Vera Bugatti e Samina e propone una riflessione potente e attuale sul sistema economico contemporaneo e sulle sue fragilità, attraverso opere realizzate su scrip – antichi titoli azionari e bancari – e carte geografiche. Ogni artista ha reinterpretato questi simboli di potere economico per denunciare le contraddizioni della società globale, trasformando la carta, un tempo emblema del capitale, in un terreno di libertà creativa e critica sociale.

Come spiega il curatore Edoardo Marcenaro, gli artisti di Geography of Scrips offrono una visione del mondo frammentata e lucida, dove l’arte si fa specchio delle tensioni contemporanee: in particolare Laika denuncia la speculazione dei grandi azionisti e il legame tra capitalismo e guerra, facendo sciogliere i ghiacci dell’America sulla mappa, mentre il Presidente divora la Groenlandia in un sol boccone; Daniele Tozzi utilizza i titoli bancari come supporto per rappresentare “le azioni giuste” contrapposte alle azioni del mercato; Marco Rèa racconta il pensiero di un migrante sospeso tra paura e speranza, con un linguaggio pittorico denso e malinconico, mentre Vera Bugatti gioca sul doppio significato della parola “azione”: finanziaria e umana, mettendo in dialogo economia e responsabilità personale.

Samina rielabora gli scrip con collage e stencil per riflettere su tempo, valore e verità, interrogandosi su cosa sopravvive e cosa scompare; Koz Dos esprime la preoccupazione per una società dipendente dal consumo e dalla velocità, dimentica della propria madre terra; Iena Cruz richiama le prime banconote americane e il loro messaggio di rispetto, oggi soffocato da nuovi confini e indifferenza; Rnst restituisce dignità a pezzi di carta straccia, trasformandoli in opere d’arte destinate all’eternità e Alex Senna dipinge la propria poetica minimalista fatta di amore e umanità, trasponendola su scrip e mappe geografiche. Infine, Jana & Js fondono volti e architetture per raccontare la fragilità dell’uomo nella città moderna; Lula Goce invita lo spettatore a osservare gli spazi urbani come luoghi di memoria collettiva, in cui il segno dell’artista rimane nel tempo, Tabby riproduce murales iconici per denunciare lo strapotere economico globale e Pixel Pancho trasforma le denominazioni sociali delle società in parole come “slavery” o “raper”, costruendo robot dorati fatti di monete, incatenati alla loro stessa creazione.

Dalla carta al mondo: una riflessione sulla VUCA economy

In un’epoca segnata da Vulnerability, Uncertainty, Complexity e Ambiguity, la cosiddetta VUCA economy, la mostra di Rosso20sette restituisce una lettura poetica e critica della realtà economica e geopolitica contemporanea. Gli scrip, strumenti ormai obsoleti del potere finanziario, diventano metafora di un sistema in crisi ma anche di una possibile rinascita: l’arte li redime, li trasforma, li riporta a nuova vita. Dalle bitcoin alle stablecoin, fino alle nuove politiche monetarie statunitensi, Geography of Scrips mette in scena il passaggio dal valore economico al valore umano, tracciando una nuova “geografia” del denaro e del pensiero.

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