Meletios Meletiou, a Monaco le stratificazioni di un tempo materico

L’artista cipriota tesse le tracce del tempo e dell’esperienza umana mutando la materia in memoria e l'architettura nella traduzione di una poesia urbana

La galleria NM Contemporary di Monaco ospita, dal 6 novembre 2025 al 6 gennaio 2026, Palinsesto. Stratificazioni nel tempo, la prima mostra personale nel Principato di Meletios Meletiou, accompagnata da un testo critico di Alessandro Cazzola. Nel progetto, il palinsesto non è solo un riferimento alla pittura o al restauro, ma un dispositivo concettuale attraverso cui l’artista, tra i finalisti del Talent Prize 2025, affronta temi politici e sociali: la convivenza, la costruzione dell’identità, la tensione tra permanenza e trasformazione. Il percorso espositivo presenta un nuovo corpus di opere, articolato in quattro serie – Chronotypes, Traces, Resize to fit e Meteore – realizzate appositamente per l’occasione. In esse Meletiou riflette sul rapporto tra spazio urbano, corpo e memoria collettiva, intrecciando riferimenti all’architettura, al design e alla dimensione sociale dell’abitare.

Nei Chronotypes, serie di dipinti su mensola, l’artista cipriota traduce il linguaggio dell’architettura in superfici di cemento essiccato, dove la casualità diventa gesto creativo. Frammenti e dettagli decorativi delle città vengono trasferiti sulla pelle dell’opera, evocando la tecnica del restauro pittorico e la tensione tra conservazione e violenza, tra ciò che resta e ciò che viene rimosso. Con Traces, l’artista introduce un nuovo equilibrio tra ordine e istinto: i supporti, punteggiati da piccole semisfere e piramidi, trasformano elementi ornamentali in strumenti di riflessione intima. È una pittura che nasce dal piacere fisico del colore, una sorta di terapia cromatica per liberarsi dalle contraddizioni della vita urbana.

Nella sala principale, Resize to fit riprende simboli e forme del mondo classico. Su alti piedistalli, sculture in cemento, calchi di spugne, trasformati in strutture bugnate, dialogano in coppie di positivo e negativo, maschile e femminile. Qui la dualità diventa struttura portante, metafora delle tensioni che abitano la contemporaneità. Chiude il percorso Meteore, grande installazione che si estende su pareti e soffitto. Il titolo, tratto dal greco, indica i corpi sospesi tra terra e cielo. Le opere abitano proprio questa soglia in bilico fra la leggerezza della spugna e la durezza del cemento, creazione e rovina, gioco e riflessione politica.

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