Se ci fosse un’espressione per descrivere la ricerca di Alberto Garutti, sarebbe quella di un’arte che apre lo spazio del quotidiano. Tra interpreti più significativi dell’Arte Pubblica in Italia, l’artista ha saputo, con delicatezza, ironia e rigore, trasformare oggetti e relazioni in opere che dialogano con le trame del divenire. Incipit, la mostra aperta al pubblico fino al 15 febbraio 2026, che la C+N Gallery CANEPANERI dedica a Garutti, a cura di Giacinto Di Pietrantonio e in collaborazione con Studio Alberto Garutti, è un inizio ma anche un ritorno, allusione e omaggio a un’indagine creativa che può anche e sopratutto essere luogo di cura, ascolto, invenzione di altrove dentro il conosciuto.
Il progetto offre una selezione di opere che, per la prima volta dopo la scomparsa dell’artista, sono accompagnate da gruppi di frammenti e materiali d’archivio, scelti con l’intento di restituire forma e contesto a uno dei lavori più significativi nella sua carriera.

dorme, cantine del Palace Hotel, Bologna, 1995

dorme, cantine del Palace Hotel, Bologna, 1995

who sleep], 1995
Dagli esordi agli interventi urbani, dalle sperimentazioni materiali ai gesti sociali, l’esposizione negli spazi milanesi di Foro Buonaparte è un’esortazione a contemplare, partecipare, modo per rimettere in moto le domande che l’artista ha lasciato aperte sul senso dell’opera, dello spettatore e del luogo in cui l’arte accade. Al centro del progetto emerge Opera per camera da letto: dedicato a chi dorme, uno dei lavori chiave della sua carriera, pensata per una stanza del Palace Hotel di Bologna all’interno del progetto Italian Territory. Una lastra di vetro dipinta con vernice fosforescente diventa metafora di un incontro intimo, accessibile solo a chi vi trascorre la notte: un gesto minimo e radicale, che segna l’inizio del dialogo di Garutti con lo spazio pubblico e con la responsabilità dello sguardo.

when the people have left?], 2005
Accanto a questa installazione, il percorso espositivo presenta le serie Opera dedicata a chi ora alza gli occhi e guarda e Che cosa succede nelle stanze quando le persone se ne vanno?, nelle quali prosegue la riflessione sulla visibilità e sull’attesa come atti poetici e critici. Tavoli, sedie, oggetti domestici si accendono solo nella mente dello spettatore, in quella tensione immateriale che Garutti riconosce come vera sostanza dell’arte che vive e si realizza nello sguardo di chi la incontra.

All images courtesy Studio Alberto Garutti


