L’artista statunitense James Turrell, tra i pionieri del movimento Light and Space, ha confermato che la sua installazione più ambiziosa finora, As Seen Below – The Dome che verrà inaugurata il 19 giugno 2026 presso l’ARoS Aarhus Art Museum in Danimarca. L’opera, concepita come una gigantesca Skyspace, misura circa 40 metri di diametro e 16 metri di altezza, ed è progettata per immergere il visitatore in un’esperienza contemplativa in cui il cielo diventa parte integrante dell’architettura e della percezione.


Situata all’interno del progetto di espansione del museo denominato The Next Level, che comprende un nuovo spazio sotterraneo, una galleria dedicata alle installazioni contemporanee e una piazza d’arte all’aperto, la cupola di Turrell rappresenta il fulcro della trasformazione del museo. Il percorso che conduce all’installazione prevede l’accesso attraverso un corridoio illuminato che introduce il visitatore all’interno di uno spazio avvolgente, dove una grande apertura circolare al soffitto incornicia il cielo esterno e le luci artificiali calibrate modulano la percezione in funzione del cambiamento naturale della luce del giorno e delle stagioni.
Il tutto è stato sviluppato nell’arco di oltre dieci anni e ha richiesto importanti investimenti e collaborazioni tecniche per gestire dimensioni, illuminazione, visione architettonica e sostenibilità operativa. La realizzazione è resa possibile grazie anche al sostegno del municipio di Aarhus e di fondazioni come la Salling Fondene e la New Carlsberg Foundation.

James Turrell, l’artista che fa della luce un’esperienza condivisa
Spazi architettonici luminosi che ospitano un’apertura sul cielo, rotonda, ovale o quadrata, invitando lo spettatore ad abitare la luce e lo spazio come soggetto e non più spettatore. Questi ambienti nascono dall’interesse dell’artista per la percezione, il non finito e l’orizzonte, una visione che affonda le radici nella sua formazione in psicologia, nella passione per il volo e nel lassismo quacchero dell’infanzia. Il risultato è un pantheon contemporaneo diffuso in tutto il mondo: previste fin dagli anni ’70, le Skyspaces sono installazioni site-specific che spesso includono panche per il pubblico, un’apertura sul tetto che incornicia il cielo e luci artificiali calibrate che modulano la percezione dello spettatore.



L’esperienza proposta non è semplicemente visiva, ma fenomenologica: si tratta di “vedere se stessi vedere”, come afferma Turrell, entrando in una relazione diretta con la luce, lo spazio e gli altri utenti dello spazio. In questo modo le Skyspaces non mirano a uno spettacolo ma a un rito, a un momento meditativo collettivo ma anche profondamente individuale, in cui l’interno e l’esterno, l’osservatore e l’osservato, la luce naturale e quella artificiale si incontrano per ridefinire il nostro rapporto con il cielo.


