Dal 25 ottobre 2025 al 22 febbraio 2026 negli spazi di Compton Verney a Warwick sarà visitabile The Shelter of Stories: Ways of Telling, Ways of Dwelling, la mostra curata dalla scrittrice e antropologa inglese Marina Warner. Autrice molto poliedrica, Warner ha scritto racconti e romanzi, ed è più nello specifico un’esperta di culture, arti e tradizioni di tutto il mondo. La mostra esplora infatti l’arte della narrazione a partire da oggetti, ricostruzioni e arazzi, dando vita a un racconto fortemente folkloristico, con una lieve sfumatura grottesca e talvolta orrorifica.

Il folklore al centro della mostra
Il focus di questa esposizione sono i racconti fantastici. I protagonisti di tali vicende sono fate, fantasmi, persone santificate nel passato, persino protagonisti celebri di fiabe come Cappuccetto Rosso. Talvolta Marina Warner ricorre al racconto di eventi realmente accaduti, eppure il fine ultimo non è la semplice testimonianza oculare. Il potenziale di tale mostra risiede nell’abbracciare culture diverse, aprirsi a mentalità di luoghi differenti e ad usi culturali distanti.
Marina Warner non si concentra su un epoca o su una cultura nello specifico. I materiali esposti sono disparati: partendo dalle marionette indonesiane, la mostra accoglie oggetti appartenenti alla cultura indù, fino alle maschere giganti di Jonathan Baldock, uno degli strumenti narrativi più esplorati all’interno della mostra. Altro esempio sono le ricostruzioni in scala ridotta di Yinka Shanibare, un rifugio storico, un punto di passaggio sulla ferrovia sotterranea utilizzata dagli schiavi africani in fuga verso il nord degli Stati Uniti.

Storie come ponti
Altro messaggio importante che Marina Warner vuole trasmettere è che nonostante il passare degli anni e l’appartenenza a culture diverse, le storie continuano a rappresentare ponti, legami e punti di contatto. Ciò che la curatrice della mostra sostiene è l’importanza di adottare punti di vista diversi. Alcuni nomi presentati all’interno della mostra sono Paula Rego, Kiki Smith, Jonathan Baldock, Yinka Shanibare, che con le loro opere trattano tematiche varie, di carattere sia spirituale che sociale, stimolando la fantasia dell’osservatore.


C’è spazio anche per la satira
La mostra presenta anche opere dal carattere satirico, tra cui rappresentazioni di animali derivati dalle Favole di Esopo. Ma non solo, perché un arazzo realizzato da Kiki Smith si ispira, ad esempio, alle opere tessili delle tradizioni medievali: qui una volpe appare come uno spirito misterioso, un’astuta traditrice. Spazio anche alla satira politica, per cui sono centrali le maschere di Jonathan Baldock.
La mostra sarà visitabile fino 22 febbraio 2026.
info: comptonverney.org.uk


