L’Hotel Rome Eur La Lama, struttura alberghiera all’avanguardia progettata da Massimiliano Fuksas con gli interni dello Studio Lorenzo Bellini Atelier, ospita ciclicamente nelle sale comuni esposizioni dedicate alla valorizzazione della creatività contemporanea, curate da Valentina Ciarallo. «Non volevo fare delle mostre fini a se stesse – racconta la curatrice – quello a cui ho pensato è un progetto strutturato e continuativo, che possa essere assorbito dal pubblico e resti un appuntamento fisso. Quindi abbiamo pensato di iniziare con due appuntamenti l’anno: uno in primavera e uno in autunno. La prima è stata Guendalina Salini, a cui è seguito Valerio D’Angelo».


Per questa stagione, la seconda autunnale, Ciarallo ha scelto Vincenzo Marsiglia, artista che esplora la relazione tra percezione, spazio e partecipazione, unendo elementi analogici e virtuali in un costante dialogo tra uomo e macchina. La mostra dal titolo Map Star, aperta al pubblico fino al 30 novembre esplora la relazione tra arte, tecnologia e percezione, aprendo nuovi scenari in cui reale e virtuale si intrecciano in una continua ridefinizione del visibile.
Vincenzo Marsiglia, una stella come firma
Marsiglia da oltre 25 anni porta avanti una ricerca artistica sull’elaborazione di un segno distintivo: l’Unità Marsiglia (UM), un modulo a forma di stella a quattro punte che diventa la cifra stilistica oltre che matrice visiva e concettuale di differenti sperimentazioni e generatore di forme.
«L’artista, sul finire degli anni Novanta, ha sentito la necessità di un segno che lo rappresentasse, indice del suo lavoro – continua Ciarallo – sperimentando sulla tela diverse forme geometriche, arriva al rombo e decide di elaborarlo: grazie a delle bande create seguendo precise indicazioni, ha rotato e modificato il rombo fino a quando non è giunto ad ottenerne due che si “toccavano” alle estremità del lato. Il termine Unità sottolinea l’utilizzo matematico delle geometrie, che seguono misure precise: 4x3cm». La stella a quattro punte è sempre presente nei lavori di Marsiglia, può essere molto grande o molto piccola, visivamente riconoscibile o invisibile, ma c’è. È la sua firma.


Le opere esposte sono inedite o site specific. La difficoltà sta nel trovare lavori che si inseriscano in un contesto con un’identità propria ben definita e che dialoghino con l’arredo già presente. Un esempio di lavoro realizzato in precedenza dall’artista ma presentato per la prima volta, sia per il suo notevole volume sia perché non ha mai trovato una collocazione adeguata, è la Shadow Stone dal titolo Cloud. Realizzata in alabastro, pietra semi-trasparente, la grande colonna non riflette solo la luce, ma ne è attraversata, rendendola quasi viva. Le superfici levigate dei blocchi sono attraversate dal segno inciso e modulato come pattern che scandisce il marmo, rivelando una tensione tra classicità e contemporaneità, tra permanenza e leggerezza.
Lo spazio della hall, con il suo notevole sviluppo in altezza, diviene il luogo ideale in cui l’UM si fa proiezione optical a larga scala. Emotional Immersion Star con le sue geometrie pulsanti e le sue trame in movimento, genera un effetto ipnotico che oscilla tra immaterialità e presenza fisica, trasformando la parete in marmo in una superficie viva e dinamica. L’utilizzo di proiezioni immersive per ricoprire edifici e architetture, trasformando corpi immobili in organismi vibranti di luci e colori, è tipico dell’artista, il quale con le sue “pelli digitali”, genera un cortocircuito che dona nuova vita a monumenti iconici.


Ma non solo nella hall: nello spazio intimo della Library sono presenti altre Shadows Stone, sempre in alabastro in cui la purezza e la nobiltà del materiale si uniscono alla precisione del modulo stellare. Quest’ultimo si ritrova in Fold Screen Paper, progetto nato dalla ricerca sul tema degli origami. Le pieghe geometriche, animate da riflessi e variazioni luminose, trasformano la carta dalla palette multicolor, in un supporto percettivo vibrante, dove fragilità e precisione formale si incontrano in una nuova esperienza estetica. L’UM viene traslato nella luce con la serie Prospect, neon in vetro soffiato di Murano modellato sulla stella a quattro punte. I neon, icone luminose, diventano dispositivi spaziali che ridefiniscono l’ambiente circostante.
Il percorso si arricchisce con una serie di fotografie in mixed reality che conducono il visitatore in una dimensione di realtà aumentata. La selezione comprende alcune foto inedite realizzate per l’occasione e dedicate all’architettura de La Lama e agli edifici razionalisti dell’EUR. Dal 2020 Marsiglia sperimenta la tecnologia HoloLens 2 ideando un programma capace di percepire superfici reali e rivestite con texture colorate generate dall’intreccio della forma a stella. Da questa ricerca nasce la serie Map (Star) The World Photo, in cui l’artista trasforma la percezione del luogo: fusione tra paesaggi e architetture con il proprio segno distintivo in grado di generare originali mappe visive. I luoghi, riconoscibili e al tempo stesso trasfigurati, come Parigi e la Torre Effeil, San Pietro a Roma e il Palazzo della Civiltà Italiana all’EUR, meglio conosciuto come Colosseo quadrato, diventano territori aumentati dove il risultato si configura come un nuovo portale, un’apertura su spazi paralleli che invitano a un esercizio di immaginazione e riscoperta.
«Portare l’arte in questi luoghi – conclude la curatrice – ha un duplice risultato: da un lato valorizza il contenuto artistico sotto un punto di vista differente, ma dall’altro lato esalta il contenitore. L’opera trova un interlocutore privilegiato in questi spazi, che ne consente una portata maggiore. Gli stessi spazi, grazie alle opere stesse, vengono percepiti in modo differente: anche il contenitore viene esaltato».




