Non si può entrare nella mostra Modigliani, Picasso e le voci della modernità a Palazzo Zabarella senza passare prima attraverso lo sguardo di chi, quell’arte, l’ha amata. La fotografia che accoglie il visitatore all’inizio del percorso ritrae il collezionista Roger Dutilleul nel suo appartamento, immerso in un ambiente che sembra respirare insieme il suo amore per l’arte e la sua passione per il collezionismo. Tele di Picasso e Modigliani convivono accanto ai frammenti del cubismo, in una trama di linee e colori che raccontano la nascita della modernità.

Con questa nuova esposizione, la Fondazione Bano a Padova prosegue il suo percorso di collaborazione con grandi istituzioni internazionali: dopo il Brooklyn Museum di New York e il Musée de Grenoble, è ora la volta del LaM – Lille Métropole Musée d’art moderne, d’art contemporain et d’art brut. Nato nel 1983 per ospitare l’eccellente collezione d’arte moderna di Geneviève e Jean Masurel, il museo LaM si è affermato nel tempo come un punto di riferimento nel panorama museale europeo. L’eccezionale donazione Masurel comprende non solo opere acquistate direttamente dai coniugi, ma anche quelle ereditate dallo zio Roger Dutilleul, imprenditore e collezionista, celebre per essere stato tra i più grandi estimatori di Modigliani.


Centre Pompidou, Parigi, Musée national d’art moderne, LaM, Musée d’art moderne, d’art contemporain et d’art brut de Lille Métropole, Villeneuve d’Ascq © Nicolas Dewitte / LaM
Il percorso espositivo, curato da Jeanne-Bathilde Lacourt, curatrice d’arte moderna al museo LaM, si articola in sei sezioni, ognuna pensata per raccontare una storia di passione, collezionismo e scoperta. Si comincia con la prima sezione dedicata ai movimenti cubisti. In questa sala non si ammirano solamente i dipinti dei grandi esponenti del cubismo, come Braque e Picasso, ma si racconta anche l’inizio del collezionismo di Dutilleul. Inizialmente attratto dai dipinti di Cézanne, ma non potendo permetterseli, trovò un potente diversivo nelle opere di Braque e Picasso, come Casa con albero (1908) e Pesci e Bottiglie (1909), presenti in mostra. Dutilleul fu tra coloro che offrirono ai pittori una sicurezza finanziaria sufficiente per esplorare nuove direzioni artistiche, diventando sostenitore di Picasso e Braque proprio nel momento in cui stavano sviluppando il linguaggio che la critica avrebbe definito con il termine di “cubismo”.
La seconda sezione è interamente dedicata a Modigliani ed è intitolata “Un museo personale”. Dutilleul fu colpito dai quadri di Modigliani visti tramite il mercante e collezionista Guillaume: quasi un decimo dell’intera produzione pittorica di Modigliani passò per le sue mani. Tra le opere più significative che si incontrano in questa sezione ci sono i celebri dipinti Ragazzo con i capelli rossi (1919), Nudo seduto con camicia (1917) e Maternità (1919).



Proseguendo nelle altre sezioni del percorso espositivo, dedicate agli artisti autodidatti e all’Art Brut, la mostra rivela il suo aspetto più affascinante, quello della la scoperta. Certo è naturale nel momento in cui si va a visitare una mostra, andare alla ricerca di grandi nomi e di capolavori già noti, ma le esperienze più significative e la riuscita di una mostra si colgono nel momento in cui il visitatore esce dalla sala con la sensazione di aver imparato qualcosa di nuovo. All’interno di queste due sale il visitatore si trasforma in esploratore, che muovendosi di stanza in stanza, ha la possibilità di incontrare artisti meno noti come André Lanskoy, Augustin Lesage fino a Jean Dubuffet, il quale coniò il termine Art Brut negli anni ‘40 per indicare le opere create al di fuori dei circuiti artistici ufficiali.
Visibile fino al 25 gennaio 2026, Modigliani, Picasso e le voci della modernità è il frutto di legami, intuizioni e di una profonda passione per l’arte che si respira in ogni sala. Attraverso volti celebri e opere inattese, il percorso espositivo diventa un viaggio di scoperta, un invito a lasciarsi sorprendere. Un vero omaggio all’arte come esperienza viva.

© Philip Bernard


