Alla GNAMC di Roma i paesaggi interiori di Liu Youju

Attraverso 39 opere, l'artista cinese a Roma riflette sui limiti della percezione e sull’energia dell’universo attraverso trasformazioni di carta e colore

In occasione del 55° anniversario delle relazioni Italia e Cina, una mostra-evento celebra l’arte contemporanea cinese a Roma. Dal 21 ottobre al 17 novembre 2025, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospita Bounded and Unbounded. Limitato e Illimitato, una personale dedicata al maestro cinese Liu Youju, figura centrale nell’arte visiva asiatica contemporanea. L’esposizione, curata da Anna Balzani e promossa in collaborazione con l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e la Fondazione Spadolini Nuova Antologia, presenta trentanove opere realizzate su carta di riso e tela, con inchiostri e colori acrilici, che aprono un viaggio tra filosofia, spiritualità e segno pittorico.

L’arte di Liu Youju si radica nella grande tradizione cinese della calligrafia e della pittura del paesaggio, ma ne sovverte i codici attraverso un linguaggio contemporaneo e personale. Le sue opere non descrivono, evocano: un albero, una montagna, un animale, un gesto umano si disgregano in forme astratte, macchie e linee che sembrano affiorare da un vuoto carico di significato. Il concetto di limitato e illimitato si riflette non solo nei soggetti rappresentati, ma anche nella loro costruzione visiva: il colore, a volte denso e fisico, altre volte evanescente e rarefatto, danza con lo spazio bianco del supporto, che diventa elemento attivo dell’opera. In questo gioco continuo tra presenza e assenza, Liu invita il visitatore a superare i confini della percezione, per entrare in una dimensione meditativa.

Liu Youju, una mostra immersiva e simbolica

Il percorso espositivo si sviluppa all’interno delle Sale Aldrovandi, in cui le opere sono disposte secondo una sequenza narrativa che richiama il cammino interiore: si parte dalla contemplazione della natura e si arriva a una rarefazione del segno, fino a sfiorare l’astrazione pura. Ogni opera è un momento di sospensione, un invito a rallentare, a sentire, a pensare con gli occhi.

«Liu Youju esplora i limiti del pensiero umano e ci guida in un viaggio spirituale tra emozione e ragione», spiega la curatrice Anna Balzani. «Le sue opere sono mappe mentali, paesaggi dell’invisibile in cui ognuno può ritrovare una propria dimensione interiore». La presenza di Liu Youju alla GNAMC conferma inoltre la crescente attenzione delle istituzioni italiane verso le espressioni artistiche dell’Asia, spesso ancora marginalizzate nei grandi circuiti museali europei, ma sempre più centrali nel dibattito artistico internazionale.

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