Non una semplice inaugurazione, ma una mattina di confronto tra istituzioni, curatori e partner quella che ha accompagnato l’apertura di Fantastica, la 18ª Quadriennale d’arte, al Palazzo delle Esposizioni di Roma (11 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026).
Nel cuore della conferenza stampa, più che la celebrazione, è emersa la volontà di ridefinire il ruolo della Quadriennale come osservatorio sull’arte italiana contemporanea e come punto d’incontro tra pubblico, privato e mondo creativo.

Marco Delogu: “Un intreccio di istituzioni per una Roma più internazionale”
«La Quadriennale è l’intreccio di istituzioni che si riconoscono in un’unica visione culturale», ha dichiarato Marco Delogu, presidente di Azienda Speciale Palaexpo.
«Roma è città di accademie, di festival, di energie che si contaminano. L’internazionalità di questa edizione ci riempie d’orgoglio e testimonia un percorso condiviso: vogliamo una Roma in cui l’arte contemporanea sia sempre più vista e discussa».
Le parole di Delogu hanno riassunto lo spirito di un progetto che unisce il Ministero della Cultura, la Regione Lazio, Roma Capitale, la Camera di Commercio di Roma e la Direzione Generale Creatività Contemporanea, con la collaborazione dell’Azienda Speciale Palaexpo.

Andrea Lombardinilo: “La forza immaginifica dei linguaggi che si intrecciano”
A sottolineare il ruolo della Fondazione e la coralità del lavoro è stato Andrea Lombardinilo, presidente della Quadriennale, che ha restituito alla sala il senso più profondo di questa edizione:
«Non ho avuto la fortuna di conoscere Luca Beatrice – ha ricordato – ma in questi mesi, attraverso lo staff della Quadriennale e i curatori, ho compreso quanto la sua visione continui a ispirare questo progetto. Fantastica è un invito a sfruttare la forza immaginifica dei linguaggi che si intrecciano, un modo per ribadire che l’arte, oggi, deve essere un sistema aperto e relazionale».
Le sue parole hanno colto il cuore della manifestazione: una Quadriennale che si rinnova nella struttura e nel linguaggio, ma che mantiene viva la sua missione storica di osservatorio sull’arte italiana.
“Fantastica”: cinque sguardi sull’arte italiana del XXI secolo
La mostra principale, distribuita su tutto il piano terra del Palazzo, è curata da Luca Massimo Barbero, Francesco Bonami, Emanuela Mazzonis di Pralafera, Francesco Stocchi e Alessandra Troncone, e riunisce 54 artiste e artisti nati tra gli anni Sessanta e Novanta.
Sono 187 le opere esposte, molte delle quali inedite o site-specific, per un totale di oltre 2.000 metri quadrati di percorso.
Ciascun curatore ha scelto un approccio autonomo: dall’indagine sull’autoritratto di Barbero al tema della libertà e dell’indipendenza esplorato da Bonami; dalla riflessione sulla fotografia come linguaggio di rivelazione proposta da Mazzonis, alla sezione senza titolo di Stocchi – che rivendica la centralità dell’artista – fino al “corpo incompiuto” di Troncone, dove il corpo umano e non umano diventa campo di narrazioni in trasformazione.
Le istituzioni: “Un momento per riflettere sullo stato dell’arte”
Per Massimiliano Smeriglio, assessore alla cultura di Roma Capitale, la mostra «è un momento importante che coincide con la crescita del sistema museale capitolino. La Quadriennale è una riflessione collettiva sullo stato dell’arte italiana e sulla necessità di non vivere la cultura in una bolla. È un tempo di rinascita e di riposizionamento per Roma».
Marta Ragozzino, alla guida del Servizio di arte contemporanea e fotografia del Ministero della Cultura, intervenuta anche a nome del Direttore generale Angelo Piero Cappello, ha aggiunto:
«Fantastica non è solo un aggettivo, è un verbo: un invito all’azione. Qui si incontrano 54 visioni e cinque diversi modi di guardare all’arte e agli artisti. È una giornata importante, e speriamo in un nuovo percorso di pace. L’immagine coordinata, la stessa del 1935, è un ponte tra memoria e futuro».

L’allestimento: architettura come dialogo
Un capitolo a parte merita l’allestimento firmato da Barbara Brondi e Marco Rainò (BRH+), che hanno trasformato gli spazi del Palazzo in un dispositivo di orientamento e relazione.
«Abbiamo lavorato su un dialogo molto intenso – ha spiegato Brondi –. Abbiamo disegnato i vuoti che accolgono le opere e i visitatori, con portali tessili che collegano le sezioni invece di separarle».
Rainò ha aggiunto: «Al piano superiore, dove si sviluppa la mostra storica, abbiamo scelto un linguaggio cromatico più estroverso, ispirato proprio alla Quadriennale del 1935. Abbiamo cercato di entrare in dialogo con la struttura del palazzo in modo rispettoso, lasciando che fosse l’architettura stessa a guidare il percorso».
La sezione storica: “I giovani e i maestri. La Quadriennale del 1935”
In dialogo con la mostra contemporanea, il primo piano del Palazzo delle Esposizioni ospita “I giovani e i maestri: la Quadriennale del 1935”, curata da Walter Guadagnini e realizzata in collaborazione con l’Archivio Biblioteca della Fondazione.
Un percorso di taglio storico che rievoca la celebre II Quadriennale d’arte, considerata la più importante rassegna italiana degli anni Trenta e all’origine della trasformazione della Quadriennale in ente permanente.
L’esposizione – che celebra il novantesimo anniversario di quell’edizione – mette in luce il dialogo tra generazioni e la relazione tra “giovani e maestri” che ha sempre caratterizzato la scena artistica italiana.
Come per Fantastica, l’allestimento è firmato BRH+, mentre l’identità visiva è curata da Studio Sonnoli. Il catalogo, edito da Marsilio Arte, raccoglie saggi di Guadagnini, Assunta Porciani, Ernesto Galli della Loggia, Raffaele Bedarida, Sofia Silva e altri studiosi.
«Il catalogo – ha spiegato Marsilio – non è soltanto un documento, ma anche un modo per interpretare identità e senso di una mostra, restituendo alla Quadriennale la sua doppia natura di memoria e laboratorio».

Michele Coppola: “Le banche hanno una responsabilità culturale”
Tra gli interventi più attesi della conferenza quello di Michele Coppola, direttore delle Gallerie d’Italia e executive director di Intesa Sanpaolo, main partner della mostra.
«Ci sono partecipazioni che sono necessarie – ha dichiarato –. Le banche sono imprese private speciali, che non solo concorrono alla stabilità economica, ma condividono una responsabilità culturale verso il Paese. La Quadriennale è un momento per fare il punto sulla nostra arte e per sostenere i professionisti e gli artisti che la rendono viva».
Coppola ha poi ricordato come, in parallelo all’apertura di Fantastica, si inauguri anche una nuova edizione di Restituzioni, «il più grande programma di restauro al mondo», ulteriore segno del dialogo tra pubblico e privato nel campo del patrimonio culturale.



Premi, public program e prospettive future
La Fondazione Roma, partner culturale della manifestazione, sostiene il Premio Quadriennale (20.000 euro) e il Premio Giovane Arte (10.000 euro, under 35), che saranno assegnati da una giuria composta da Lorenzo Balbi, Giuliana Benassi e Costantino D’Orazio.
Nel corso della conferenza è stato annunciato anche il programma pubblico “Fantalk”, curato da Nicolás Ballario con la collaborazione di Tosi Pamphili, che porterà filosofi, poeti, sociologi e artisti a dialogare con curatori e direttori museali. Una parte del programma sarà dedicata alle scuole, con laboratori e incontri di educazione all’immagine e alla scrittura critica.
Una Quadriennale nel segno del confronto
Con un budget di 2,6 milioni di euro, sostenuto da fondi pubblici e privati – tra cui Intesa Sanpaolo, Enel, Dresswall e ILTI Luce – Fantastica si configura come una Quadriennale densa, inclusiva e riflessiva.
«Abbiamo imparato molto dal confronto – ha concluso Marco Delogu –. La Quadriennale non è soltanto una mostra, ma un modo per capire chi siamo e dove stiamo andando».
E in questo equilibrio tra storia e contemporaneità, tra istituzioni e artisti, la 18ª Quadriennale restituisce a Roma la sua vocazione più autentica: essere uno spazio di visione e di pensiero condiviso, dove la memoria diventa materia viva di futuro.


