Una mostra alla Bibliotheca Hertziana omaggia un edificio destinato a scomparire

Prima di scomparire, l’edificio di via Gregoriana 9 rivive nell’arte: la Bibliotheca Hertziana ne celebra la storia con una mostra corale e temporanea

Cosa resta di un luogo quando smette di essere vissuto? È questa la domanda al centro della mostra Chi esce entra. A Tribute Exhibition to a Disappearing Building, presso la sede storica della Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte. A cura dell’artista e curatore Simon Würsten Marin, la mostra si configura come un progetto site-specific unico nel suo genere: un intervento corale e temporaneo che invita oltre venti artistə italianə e internazionalə a riflettere sul valore della memoria, della trasformazione e della traccia.

Il protagonista silenzioso di questa esposizione è l’edificio stesso: via Gregoriana 9, uno spazio con oltre un secolo di vita, che ha attraversato epoche e identità diverse. Inaugurato nel 1911 come galleria privata dal collezionista Ludovico Spiridon, ha vissuto momenti iconici, soprattutto negli anni Ottanta, quando ospitava il club La Cage aux folles, simbolo di una Roma notturna, libera e vibrante – prima di cadere nel silenzio e nell’abbandono. Oggi, questo edificio segnato dal tempo, ancora inaccessibile al pubblico e avvolto da un’aura quasi mitica, si prepara a una nuova fase: sarà infatti riconvertito come estensione della Bibliotheca Hertziana. Prima però, l’arte lo attraversa un’ultima volta, con molteplici identità sedimentate in un luogo che ha attraversato epoche e destini diverse.

In mostra gli artisti Vincenzo Agnetti, Louise Bourgeois, Francesca Cornacchini, Jesse Darling, Eva Fàbregas, Tarik Hayward, margaretha jüngling, Thomas Julier, Tarik Kiswanson, Corrado Levi, Paul Maheke, Marie Matusz, Mónica Mays, Hana Miletić, Effe Minelli, Lulù Nuti, Francesca Pionati and Tommaso Arnaldi, Aurélien Potier, Hannah Quinlan & Rosie Hastings, Prem Sahib, Davide Stucchi, Grégory Sugnaux, Ian Waelder e Rachel Whiteread.

Biblioteca Hertziana, archivio collettivo per il futuro della memoria

Le opere in esposizione che spaziano tra scultura, fotografia, pittura, video, installazione e performance instaurano un dialogo sensibile con l’architettura e i suoi silenzi. Ne risvegliano le tracce, ne raccolgono gli echi, trasformando il vuoto in presenza. A completare il percorso espositivo, un ricco programma pubblico di eventi collaterali animerà la durata della mostra: performance dal vivo, visite guidate e una tavola rotonda offriranno occasioni di confronto e partecipazione, coinvolgendo attivamente il tessuto artistico, accademico e cittadino. Al termine del progetto, la storia di via Gregoriana 9 continuerà a vivere oltre la mostra grazie a una pubblicazione a cura di Dario Cimorelli Editore, che raccoglierà saggi critici e una documentazione visiva approfondita sull’edificio e sull’intervento artistico. Un archivio tangibile che consegna al futuro la memoria di un luogo in trasformazione.

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