Dopo il successo della mostra ospitata al MAXXI di Roma (Giardino all’Italiana, 22 maggio – 29 giugno 2025), il progetto ideato da Nathalie Grenon Sartogo ed Elica Sartogo con Sartogo Architetti trova una nuova tappa alla Galleria Borghese. Qui, il 2 ottobre 2025, viene presentato l’omonimo volume pubblicato da De Luca Editori d’Arte, che raccoglie e rilancia i temi esplorati in mostra, proiettandoli in una riflessione più ampia sul rapporto fra architettura, natura e memoria storica.


La serata prende avvio alle ore 18 con la visita all’installazione Tra i Giardini Segreti, realizzata dallo Studio Sartogo Architetti nel primo Giardino Segreto della Galleria Borghese. Un intervento che dialoga con la tradizione del giardino rinascimentale come costruzione simbolica e geometrica, trasformandola in un’esperienza contemporanea capace di connettere passato e presente. Seguirà, alle 18:30, la presentazione del volume all’interno delle sale della Galleria, in un incontro che diventa prosecuzione ideale della mostra al MAXXI e al tempo stesso nuova occasione di confronto con uno dei luoghi più emblematici della città.
A introdurre l’appuntamento sarà Francesca Cappelletti, Direttrice della Galleria Borghese. Interverranno le autrici Nathalie Grenon Sartogo ed Elica Sartogo insieme a Pippo Ciorra, Senior Curator di MAXXI Architettura, Agnese Murrali della Galleria Borghese e Giorgia Piloni, responsabile di Ville Storiche di Roma. A moderare il dialogo sarà il curatore d’arte Pier Paolo Pancotto, con l’obiettivo di indagare le molteplici risonanze di un progetto che attraversa istituzioni, linguaggi e tempi storici.
Il volume Giardino all’Italiana si configura dunque come il naturale esito di un percorso espositivo e curatoriale: non semplice catalogo, ma vero e proprio dispositivo critico capace di restituire la vitalità di un tema antico e attuale. La scelta di presentarlo alla Galleria Borghese, che per vocazione incarna la fusione tra natura e artificio, sottolinea la continuità di un discorso in cui il giardino non è solo forma estetica, ma paesaggio di memoria e laboratorio per il futuro.



