Le mostre di ottobre per un autunno nel segno dell’arte

Minimalismo radicale, arte relazionale e poetiche del corpo: l'autunno dell'arte si accende di visioni potenti e imperdibili

L’avvento dell’autunno si conferma denso e vitale per l’arte contemporanea in Italia e non solo. Le esposizioni consigliate, tra Parigi, Roma, Torino, Milano e la Sardegna – raccontano le tante direzioni del presente artistico: dall’essenzialità assoluta di MINIMAL / MAXIMAL alla Bourse de Commerce – Pinault Collection all’eleganza modernista di Alphonse Mucha a Palazzo Bonaparte a Roma. Al Museo Nivola in Sardegna Mona Hatoum è la protagonista di un progetto ricco di significato che unisce corpo e politica, mentre il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino ospita la prima grande monografica italiana dedicata a Chiharu Shiota. Nei grandi spazi delle Navate del Pirelli HangarBicocca prende vita This Will Not End Well, la nuova retrospettiva di Nan Goldin, con installazioni multimediali e proiezioni non viste prima in Europa. A chiudere il percorso infine, è la nuova attesissima apertura al MAXXI: 1+1. The Relational Years, prima retrospettiva in Italia sull’arte relazionale, per ricordare il movimento artistico in cui l’interazione diventa forma, contenuto e fine.

MINIMAL / MAXIMAL, quando il meno diventa tutto

Dal 8 ottobre 2025 al 19 gennaio 2026, la Bourse de Commerce – Pinault Collection presenta Minimal, una mostra ambiziosa e raffinata che esplora il minimalismo come linguaggio universale. Curata dalla direttrice della Dia Art Foundation di New York Jessica Morgan, l’esposizione riunisce oltre 100 opere di 40 artisti provenienti da diverse latitudini, attraversando sei decenni di ricerca visiva.

Non solo Donald Judd, Dan Flavin e Agnes Martin: MINIMAL / MAXIMAL amplia lo sguardo verso artisti del Giappone, del Sud America e dell’Asia contemporanea, mettendo in discussione i confini geografici e concettuali del minimalismo occidentale. Distribuita in sette sezioni – Light, Grid, Surface, Materialism, tra le altre – la mostra invita a rallentare lo sguardo, ad abitare lo spazio, a riscoprire il silenzio come forma. Un percorso meditativo e rigoroso, che sorprende per la sua potenza visiva e politica. A preludio del progetto e fino al 26 gennaio 2026, la prima mostra personale in Francia di Lygia Pape, artista fondamentale dell’avanguardia brasiliana del dopoguerra. 

Alphonse Mucha, a Roma un trionfo di bellezza e seduzione

Dal 8 ottobre 2025 all’8 marzo 2026, la capitale ospita una delle mostre più attese della stagione: Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione, allestita nelle eleganti sale di Palazzo Bonaparte, cuore pulsante della cultura capitolina. Curata da Elizabeth Brooke e Annamaria Bava, con la direzione scientifica di Francesca Villanti, l’esposizione è prodotta da Arthemisia, in collaborazione con la Mucha Foundation e i Musei Reali di Torino e main partner della mostra la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale con Poema. L’esposizione offre una panoramica completa dell’opera dell’artista ceco, icona indiscussa dell’Art Nouveau e protagonista della Belle Époque. Con oltre 150 opere, tra cui litografie, manifesti, disegni e oggetti decorativi, il percorso ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera, mettendo in luce la sua capacità di trasformare la bellezza femminile in un linguaggio universale e senza tempo.

Al Museo Nivola, arte e politica in una mostra sospesa tra fragilità e disvelamento

Un nuovo capitolo della ricerca di Mona Hatoum prende forma: ad inaugurare il 4 ottobre è Behind the Seen, aperta fino al 2 febbraio 2026 presso la Fondazione e Museo Nivola di Orani. La mostra è il risultato di una residenza artistica che ha portato l’artista internazionale a immergersi nel territorio sardo, nelle sue pratiche artigianali e nei suoi paesaggi complessi. Curata da Giuliana Altea, Antonella Camarda e Luca Cheri, l’esposizione raccoglie un corpus ampio e potente di opere: lavori storici, nuove produzioni e installazioni site-specific che testimoniano la capacità di Hatoum di intrecciare il personale e il politico, il formale e il fragile.

La pratica dell’artista è da sempre attraversata da tensioni fondamentali: tra visibile e invisibile, attrazione e repulsione, sicurezza e minaccia. In questo caso, i temi si concretizzano attraverso forme che dialogano con lo spazio domestico, il corpo, la sorveglianza e il trauma. Molte opere nascono proprio dall’incontro con artigiani e tecniche sarde: gabbie per uccelli in ceramica, tappeti tessuti a mano, sculture in ferro battuto e composizioni che fondono il linguaggio della tradizione con una carica politica sotterranea ma intensa.

Chiharu Shiota, un viaggio poetico di fili e assenze al MAO di Torino

Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino ospita la prima grande monografica italiana dedicata a Chiharu Shiota, dal titolo The Soul Trembles. Curata dalla direttrice del Mori Art Museum Mami Kataoka, in collaborazione con Davide Quadrio, la mostra fa dialogare disegni, fotografie, sculture e installazioni monumentali in un percorso capace di trasformare lo spazio e la percezione. Shiota è nota per le sue installazioni realizzate con fili intrecciati, spesso rossi o neri, che avvolgono oggetti carichi di significato: valigie, sedie, abiti, strumenti musicali. Queste architetture leggere e complesse agiscono come trame di memoria e silenzio, evocando connessioni invisibili tra materia, spazio e tempo.

Nan Goldin conquista Milano con This Will Not End Well

Al Pirelli HangarBicocca inaugura This Will Not End Well, a cura di Roberta Tenconi con Lucia Aspesi la più ampia retrospettiva europea dedicata all’artista americana. Un percorso visivo e sonoro che trasforma la fotografia in esperienza emotiva totale. Per la prima volta in Europa, vengono presentati insieme i suoi ultimi due slideshow – You Never Did Anything Wrong e Stendhal Syndrome – affiancati al corpus storico: The Ballad of Sexual Dependency, The Other Side, Sisters, Saints, Sibyls, Fire Leap, Memory Lost, Sirens. Sopra il visitatore, il “Cubo”, con altezze che superano i 20 metri, restituisce la verticalità e la maestosità dell’originale installazione commissionata per La Chapelle de la Salpêtrière, mentre una piattaforma sopraelevata permette una visione panoramica, che svela la scansione visiva e sonora costruita da Goldin come un rito collettivo di memoria, perdita, desiderio e resistenza.

Al MAXXI il ritorno di un’arte che mette al centro la relazione

A trent’anni dalla nascita dell’Estetica Relazionale, il MAXXI di Roma dedica una mostra monumentale a uno dei movimenti più influenti e rivoluzionari dell’arte contemporanea: 1+1. L’arte relazionale, a cura di Nicolas Bourriaud, teorico e critico che ha coniato il concetto nel 1998 e ne traccia oggi un bilancio visionario e coinvolgente. Aperta fino al 16 marzo 2026, l’esposizione trasforma gli spazi del museo in un ambiente aperto, attivo, in continuo cambiamento: non più solo luogo di osservazione, ma piattaforma relazionale in cui il pubblico è chiamato a interagire, partecipare, riflettere.

Negli anni ’90, una nuova generazione di artisti – da Rirkrit Tiravanija a Maurizio Cattelan, da Vanessa Beecroft a Philippe Parreno – abbandona l’idea dell’opera come oggetto finito, per abbracciare la dimensione processuale, collettiva e interattiva dell’arte. La mostra non si limita a raccontare questo passaggio storico, ma lo riattiva, rendendo il museo romano un laboratorio aperto dove il visitatore è parte del processo. Le relazioni non sono il soggetto dell’opera: sono l’opera.

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