Il collettivo indonesiano Taring Padi inaugura il 1 ottobre la programmazione di Cantadora, nuova galleria d’arte contemporanea a Roma. Fondata dal gallerista Enrico Palmieri e dalla curatrice Flavia Prestininzi, la galleria andrà ad ampliare il discorso culturale della capitale con l’obiettivo di proporre un discorso curatoriale radicato nelle urgenze del presente e di farsi spazio di resistenza.

La galleria prende il nome da Candida Mara, la cantadora sarda vissuta tra Ottocento e Novecento che con la sua voce ha saputo farsi memoria collettiva e che è pronta a farsi spazio di accoglienza e risonanza per narrazioni plural. L’edificio di Cantadora, situato in Piazza Galeria 7 e costruito tra il XIX e il XX secolo come essiccatoio e conceria di pellami, è un esempio di archeologia industriale, custode e teatro di una memoria storica ed identitaria collettiva.
In occasione della presenza del collettivo a Roma, Cantadora ha curato la partecipazione del collettivo a una serie di appuntamenti pubblici in città. Il culmine del progetto sarà Organise, Educate and Agitate!, mostra che riunisce le pratiche partecipative degli artisti Fitriani Dwi Kurniasih, Dudi Irwandi, Mohamad Yusuf, Hestu Nugroho, Dhomas Yoedistiro Sugianto e Sri Maryanto realizzate nel corso della residenza nel mese di settembre; il progetto resterà poi esposto fino al 4 dicembre 2025.


Taring Padi nasce a Yogyakarta, in Indonesia, nel 1998, da un gruppo di studenti attivi nell’arte e nell’attivismo progressista, come risposta ai profondi mutamenti sociopolitici seguiti alla caduta del regime autoritario di Suharto e all’avvento dell’era della Riforma. Fin dall’inizio la pratica si intreccia con l’azione socio-politica e culturale e le opere ed azioni includono manifesti xilografici, striscioni monumentali, rontek, pupazzi di cartone, musica, carnevali e altre forme di arte partecipativa.
Non è la prima volta che il collettivo realizza questo tipo di lavori ispirato al lumbung, una pratica di condivisione di risorse, tempo e conoscenze; basti pensare a documenta fifteen nel 2022, in cui Taring Padi prende parte con Bara Solidaritas / Flame of Solidarity, presentando a Kassel vent’anni di attività con più di mille marionette di cartone realizzate insieme a comunità provenienti da Indonesia, Paesi Bassi, Germania, Stati Uniti e Australia nel corso di laboratori collettivi. Nel 2023, a questa esperienza è seguita una grande mostra al Framer Framed di Amsterdam, Tanah Merdeka / Liberated Land, in cui il collettivo ha presentato un imponente banner nato dalla collaborazione con l’organizzazione ebraica della diaspora brasiliana Casa do Povo e con il Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra (MST).

Tra le opere principali in mostra a Roma, uno striscione monumentale realizzato con la comunità sikh originaria del Punjab, attiva da anni nelle campagne laziali, e una selezione di lavori individuali provenienti dagli archivi del collettivo. Inoltre, durante la serata inaugurale da Cantadora si attiverà l’installazione del Wayang Beber, una performance narrativa ispirata al tradizionale teatro delle ombre giavanese, con lunghe linoleografie su tessuto che vengono srotolate e narrate da un cantastorie. La narrazione del lavoro presentato, che racconta i trent’anni di storia del collettivo, verrà affidata a un dalang (narratore) in lingua indonesiana, accompagnata da una traduzione italiana per il pubblico. A testimonianza di come le opere si trasformino in racconto, nei racconti di tutti.



Taring Padi, Organise, Educate and Agitate!
fino al 4 dicembre 2025
Piazza Galeria 7, Roma


