Singapore, nei giorni della Formula 1, non è solo rombo di motori e luce artificiale. A pochi passi dal circuito, la città apre un altro spazio altrettanto carico di energia: Quantum Perspective: The Art of Interference. Una mostra che porta l’arte a dialogare con la fisica quantistica e con l’idea stessa di velocità, creando un cortocircuito tra scienza, immaginario e competizione sportiva.
La mostra, curata da Nadia Stefanel e promossa dalla Fondazione Dino Zoli insieme a DZE Asia Pte Ltd, si inserisce nel calendario dell’Anno Internazionale della Scienza Quantistica e della Tecnologia (IYQ) e celebra anche il centenario della meccanica quantistica, riconosciuta dalle Nazioni Unite come una delle più grandi conquiste del sapere umano. Il titolo parla di “interferenza” e in effetti il filo conduttore è proprio questo: collisioni di onde, di traiettorie, di sguardi. L’interferenza appartiene al linguaggio della fisica, ma anche a quello della corsa: un micro-movimento del pilota può cambiare la gara, così come una particella può modificare l’esito di un esperimento. Allo stesso modo, nell’arte, lo spettatore non è mai neutrale: guardare significa sempre alterare ciò che si osserva.

Gli artisti coinvolti hanno tradotto queste idee in immagini e installazioni che mescolano poetica e tecnologia. Leonardo Petrucci ha reinterpretato il celebre paradosso di Schrödinger con Inside the Box, un’opera che tiene insieme vita e morte come possibilità sovrapposte. Giuliana Cuneaz ha scelto l’ironia con Quantum Quirks, mentre Vincenzo Marsiglia ha lavorato con geometrie luminose che ricordano scie di corpi in movimento. Giacomo Costa ha trasformato il circuito urbano in paesaggio mentale, Elena Lo Giudice ha messo in scena il pilota come figura sospesa tra controllo e casualità, e il duo Ina Conradi – Mark Chavez ha costruito un ambiente immersivo dove le onde quantistiche diventano esperienza visiva.

Quello che colpisce, percorrendo la mostra, è il modo in cui linguaggi lontani trovano un punto d’incontro. La fisica quantistica, con i suoi paradossi e le sue incertezze, diventa una metafora del presente, dove ogni cosa è in bilico tra possibilità diverse. La Formula 1, con la sua ossessione per la velocità e la precisione, mostra invece quanto anche i sistemi più perfetti siano fragili, influenzati da variabili invisibili. L’arte fa da ponte: non semplifica, non illustra, ma restituisce quella stessa tensione al dubbio, alla probabilità, all’interferenza.
La cornice non è casuale: il 2025 è l’Anno Internazionale della Scienza Quantistica e la mostra si lega anche al 60° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Singapore. Ma oltre ai protocolli istituzionali, ciò che resta è la sensazione di aver attraversato un paesaggio instabile, dove luce e vuoto, velocità e silenzio, conoscenza e immaginazione si fondono.
Quantum Perspective non pretende di spiegare la fisica né di celebrare lo sport. Piuttosto suggerisce che, dietro la corsa dei bolidi e l’imprevedibilità delle particelle, ci sia lo stesso desiderio: spingersi oltre i limiti del visibile, cercare nuove prospettive.
The Arts House, Singapore
1-7 Ottobre 2025


