È in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio che apre al pubblico la nuova personale di Ileana Florescu. Con l’inaugurazione prevista per il 27 settembre 2025, l’esposizione Il sospiro della natura – The Perceptive Machine prende forma in uno scenario in cui la memoria industriale incontra l’equilibrio naturale. Ad accogliere le fotografie di Florescu sono infatti le Saline Conti Vecchi di Cagliari, che si trasformano in spazio d’arte grazie a questa iniziativa realizzata in collaborazione con il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e promossa dal Ministero della Cultura e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna.


Florescu: «Ho cercato la sintesi della percezione»
Le opere di Ileana Florescu in mostra alle Saline, che si trovano nella Laguna di Santa Gilla, assumono la funzione di sismografi percettivi. L’esposizione presenta venti fotografie di grande formato (100 x 150 cm), dedicate a un piccolo stagno e ai suoi dintorni nella zona di Murta Maria, vicino a Olbia. Ogni immagine non nasce come singolo scatto, ma come stratificazione di momenti, luci e stagioni, risultato di una frequentazione prolungata e meditativa del luogo. L’artista spiega: «Non ho cercato lo scatto verosimile, ma la sintesi della percezione di quel paesaggio in quell’istante». Il sottotitolo, The Perceptive Machine, gioca con l’eco rinascimentale della “macchina prospettica”: se la camera oscura riduceva il mondo a un sistema di linee convergenti, Florescu esplora invece la complessità della percezione, la vibrazione del reale nel suo farsi e disfarsi davanti all’occhio.


In ogni opera si avverte un respiro sospeso: l’acqua ferma che si fa specchio, una folata di vento che increspa i canneti, il ritmo della natura che si imprime nella lente come un diario intimo. Non semplici fotografie, dunque, ma esperienze visive che interrogano la percezione stessa, invitando lo spettatore a sostare, a respirare con il paesaggio e a riconoscervi i propri stati d’animo.
Un percorso di parole e immagini
Ad accompagnare la mostra, un catalogo che raccoglie testi di Pino Corrias, Ileana Florescu, Michael Jakob, Marco Magnifico, Marco Piras Berenger, Monica Stochino e Lucia Tomasi Tongiorgi, tradotti in inglese da Amedeo Ceresa Genet. Le parole si intrecciano così alle immagini, generando un controcanto critico e poetico. Corrias descrive questi paesaggi come «istantanei viaggi nel tempo che passa, intricati d’erba e luci dentro altre luci», mentre Tongiorgi sottolinea come, nella fusione di elementi naturalistici e astratti, le fotografie diventino «mappe e percorsi percettivi di fisica intensità».
La mostra sarà visitabile fino al 6 gennaio 2026.



