«In una città che muta come Brescia, questa vuole essere una testimonianza della sua crescita». Si aprono così le celebrazioni del 19 settembre al Teatro Borsoni, che in occasione del suo primo compleanno inaugura la nuova opera di Patrick Tuttofuoco davanti alla struttura, proprio su Via Milano. Vincitore del contest Life Art al Teatro Borsoni. Energia creativa per Brescia. La tua città europea, promosso dal Centro Teatrale Bresciano con il Comune e con il sostegno di A2A, Patrick Tuttofuoco è l’autore di Ex-stasis, l’opera alata multicolore che si impone come spazio di condivisone e di interazione dalla forma intima. All’appuntamento hanno preso parte, oltre a Tuttofuoco, la sindaca di Brescia Laura Castelletti, il presidente e l’AD di A2A Roberto Tasca e Renato Mazzoncini, la presidente del Centro Teatrale Bresciano Camilla Baresani Varini, la curatrice Valentina Ciarallo e l’architetto Camillo Botticini.

«Brescia ha già collaborato con l’artista per Minerva Gothica alla stazione della metro di San Faustino, ed altri ancora, per progetti dedicati all’arte nella città, ma questo rappresenta un decentramento delle istituzioni che non si curano solo del centro città, ma che si allargano anche ai quartieri esterni» spiega Laura Castelletti, sindaca di Brescia, che riporta l’attenzione sull’intervento culturale come simbolo di integrazione, e di «annessione» alla vita culturale, non più confinata al percorso storico del centro città, ma che si allunga fino a coinvolgere i quartieri limitrofi. Da qui il titolo dell’opera, che riprende il greco «essere-fuori», intenso nel senso fisico e ideale di appartenere ad uno spazio che è proprio, costruito tra le ali dell’installazione d’acciaio dalle facciate policrome che nascondono un’interno riflettente.
«Dopo l’esperienza di Brescia-Bergamo Capitale Italiana della Cultura, abbiamo voluto dare continuità al nostro impegno accompagnando la nascita del Borsoni e promuovendo la call Life Art. È il “modello Brescia”: una città che, come i migliori esempi europei, investe nella creatività come strumento di coesione e sviluppo», ha osservato Roberto Tasca presidente di A2A. «Per noi cultura e servizi hanno lo stesso valore: entrambi aiutano a far crescere la città». Sulla stessa linea l’amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini: «la rinascita di via Milano non passa solo dalle infrastrutture ma anche dalla capacità di creare identità e appartenenza. Come A2A siamo partner del Borsoni fin dalla sua nascita e accompagniamo questo quartiere con interventi concreti, dagli oltre 4,5 milioni di euro investiti in sottoservizi e reti intelligenti fino al sostegno alla sua vocazione culturale».
Per Tuttofuoco il teatro è un luogo di contatto dove è l’emozione a recitare, accolta dallo sguardo attento del pubblico e a questa meccanica emotiva ha lavorato anche l’artista per presentare l’opera: «Volevo rappresentare uno slancio emotivo, che non fosse solo ragione. Un’autentica spinta a trovare il proprio spazio in un quartiere che è crocevia di storie, presenze e trasformazioni». La struttura ad ali spiegate, invita a raccogliersi ed accogliere – memoria dell’ iconografia della Madonna della Misericordia – contribuendo a rendere il Teatro Borsoni, la sua Via Milano, e l’ex area Caffaro uno spazio attivo, sociale e dal contributo etico e civile.


«Con questo lavoro Tuttofuoco contribuisce ad arricchire uno spazio significativo per la città di Brescia e
per la comunità di via Milano», ha dichiarato la curatrice Valentina Ciarallo. «Il teatro è luogo di ascolto,
dialogo e trasformazione – ha aggiunto – Ex-stasis ne amplifica l’energia e il senso di appartenenza. Sarà l’opera di tutti e per tutti, dove ritrovarsi e interagire, dove ognuno potrà riconoscersi individualmente e collettivamente».
A completamento della giornata di svelamento dell’opera, la celebrazione si è spostata all’interno con lo spettacolo Quando l’arte incontra la vita, dove Jacopo Veneziani, storico e divulgatore, accompagnato dalle musiche di Gabriele Rossi, ha illustrato il significato dell’opera in una suggestiva interpretazione teatrale. In fondo, l’arte non è una forma espressiva confinata tra le mura di un palazzo. L’arte, come dice Patrick Tuttofuoco, è «il primo cittadino della propria città interiore».




