Aspettando Re Lear, il nuovo documentario diretto e narrato da Alessandro Preziosi da un adattamento di Tommaso Mattei, propone una rilettura intensa e contemporanea della tragedia di Shakespeare, concentrandosi sulle fragilità che scaturiscono dal legame tra padri e figli. Il film, presentato alla 24° Festa del Cinema di Roma, accompagna lo spettatore dietro le quinte della messa in scena, tra riflessioni intime e scelte artistiche, offrendo una prospettiva originale sulla tragedia del re Lear che abdica il trono dividendo il regno tra le tre figlie, in base all’amore che gli dimostrano.


Il racconto intreccia dunque le vicende del re e della famiglia di Gloucester con il percorso creativo dello spettacolo, mostrando come il dramma si rifletta nelle esperienze personali degli attori e nella gestazione artistica della messinscena. Le scene, alternate tra flashback e rappresentazioni “mentali”, ci conducono da Roma, nel suggestivo Chiostro del Bramante, fino a Venezia, tra location storiche come l’Isola di San Giorgio e il Teatro Goldoni restaurato, conferendo al documentario un ritmo cinematografico unico.



La menzione speciale al The Art Film Fest, il festival sul documentario d’autore ideato da Inside Art e ospitato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, riconosce l’originalità di questo progetto, capace di trasformare la rappresentazione di un classico teatrale in un’esperienza multisensoriale e concettuale. Preziosi e Pistoletto insieme riescono a dimostrare come la tragedia shakespeariana possa dialogare con l’arte contemporanea, invitando lo spettatore a riflettere non solo sui temi di potere, amore e tradimento, ma anche sul ruolo dell’arte come specchio della società e della coscienza individuale.
La concettualità di Pistoletto come chiave di lettura dell’opera
Un elemento di spicco della produzione è l’inserimento delle opere di Michelangelo Pistoletto, che dialogano con la scena teatrale e con il lavoro di Preziosi. Le opere di maestro dell’Arte Povera, esposte inizialmente al Chiostro del Bramante di Roma e approfondite con una lunga intervista presso la Fondazione Cittadellarte di Biella, dialogano con la scena teatrale e con le riflessioni degli attori. Specchi, opere e installazioni concettuali trasformano lo spazio in un luogo dove la tragedia di Lear non è solo rappresentata, ma vissuta in relazione all’arte contemporanea. La presenza di Pistoletto aggiunge un livello di riflessione metafisica: il suo linguaggio artistico, fatto di materiali concreti e concetti astratti, diventa un ponte tra il mondo emotivo della tragedia e la percezione dello spettatore.





