Urs Fischer, eros e caducità nei giardini di Villa Medici

In un dialogo tra classico e contemporaneità, Fischer espone nei giardini di Villa Medici in concomitanza con la sua personale da Gagosian Roma

Dal 18 settembre al 22 novembre 2025 nei giardini di Villa Medici, residenza dell’Accademia di Francia a Roma, una scultura monumentale che intreccia marmo e alluminio per riflettere su amore, morte e metamorfosi della forma. Si tratta di Dance di Urs Fischer, artista svizzero tra i più influenti della scena contemporanea che presenta l’opera in parallelo anche alla presso Gagosian a Roma, creando un ponte ideale tra lo spazio museale e quello storico-monumentale. In After Nature, l’artista presenta una nuova serie di dipinti su alluminio raffiguranti la polvere recuperata dal pavimento del suo studio, una scultura morbida di grandi dimensioni raffigurante una figura femminile sdraiata e un’installazione video interattiva.

Fischer, un potente dialogo con il neoclassicismo di Antonio Canova

Dance si ispira alla celebre Danzatrice con cembali (1809–1812) di Antonio Canova, icona della grazia e dell’armonia neoclassica. L’artista ne rielabora la figura femminile in marmo, collocandola in un abbraccio serrato con uno scheletro in alluminio. L’eleganza pura della forma canoviana viene così “contaminata” da un elemento perturbante, che introduce tensione e ambiguità. Il risultato è una danza sospesa tra bellezza e dissoluzione, eros e thanatos, presenza e assenza.

L’opera evoca il desiderio romantico di fusione assoluta tra due corpi, ma al tempo stesso suggerisce la precarietà dell’esistenza. L’intreccio tra la solidità del marmo e la fragilità dello scheletro diventa metafora della condizione umana: ogni gesto vitale porta con sé l’ombra della finitudine. Non è un caso che Fischer collochi questa scultura proprio nei giardini di Villa Medici, luogo in cui natura, architettura e storia si fondono, amplificando il senso di atemporalità.

Passeggiando tra i viali alberati della Villa, lo spettatore si imbatte nella scultura come in un’apparizione. L’impatto visivo è immediato, ma è solo sostando di fronte all’opera che emergono le molteplici stratificazioni di senso: il richiamo alla tradizione classica, il dialogo con la storia dell’arte, la riflessione esistenziale sulla condizione umana. Dance non si limita a stupire, ma invita a riflettere sul rapporto tra tempo, corpo e memoria, temi che appartengono da sempre tanto all’arte quanto alla vita quotidiana.

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