Sabato 20 settembre 2025, a partire dalle ore 20.00, il tratto di Tevere tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini si trasformerà in un paesaggio di luce grazie a Luminis, la nuova installazione monumentale di Mario Carlo Iusi. Un progetto curato da Tevereterno e realizzato in collaborazione con Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, Artivazione e Acqua Foundation, che arriva a Roma dopo aver attraversato dal 2024 altre quattro tappe: Alatri, Albano Laziale, Terracina e Barcellona. Luminis si compone di una sequenza di cornici rettangolari luminose, distribuite lungo 500 metri del muraglione della riva destra del fiume. Un intervento potente nella sua essenzialità, dove la luce non ha solo funzione estetica ma assume il ruolo di vero e proprio medium poetico e concettuale. Le cornici, pur essendo vuote, non rappresentano assenza ma presenza attiva: è la luce che le attraversa a rivelare, orientare lo sguardo, interrompere il ritmo della visione distratta. L’opera si inserisce così nel paesaggio urbano come invito a fermarsi, a guardare, a riconoscere ciò che spesso sfugge all’attenzione quotidiana.

Il muro su cui l’installazione si sviluppa, normalmente percepito come barriera, viene reinterpretato dall’artista come superficie di relazione. Il passato di Roma e la stratificazione storica del luogo diventano sfondo e materia viva, in dialogo con il presente. In continuità ideale con Triumphs and Laments di William Kentridge, realizzato nello stesso tratto di fiume nel 2016, Luminis raccoglie e rilancia l’idea di arte pubblica come dispositivo di memoria e di trasformazione collettiva. Come scrive la curatrice Claudia Pecoraro, la luce non incornicia il passato come reliquia, ma lo rilancia nel presente come esperienza viva e condivisibile. In un mondo segnato da nuove barriere materiali e simboliche, l’opera propone un ribaltamento di senso: non separare, ma unire; non escludere, ma ascoltare.
L’inaugurazione coincide con i vent’anni di Piazza Tevere, lo spazio dedicato all’arte contemporanea fondato su visione dell’artista statunitense Kristin Jones. Un luogo unico nel cuore della capitale, che invita gli artisti a confrontarsi con l’elemento fiume, con il paesaggio urbano e con la dimensione pubblica dell’arte. Giorgio de Finis, presidente dell’associazione Tevereterno, sottolinea come Luminis sia perfettamente in linea con la scala monumentale e la vocazione simbolica di questo spazio: un’opera pensata per essere attraversata, vissuta, abitata nel tempo, e capace di generare uno sguardo rinnovato sulla città.
A completare il progetto sono previsti due appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico su prenotazione, che espandono il significato dell’opera in direzioni complementari. Giovedì 2 ottobre, alle ore 20.30, con fLuminis – La vita nascosta del Tevere, il geologo e naturalista Umberto Pessolano guiderà una passeggiata tra scienza e arte alla scoperta della microfauna e della microflora che popolano le rive del fiume, mettendo in luce una biodiversità spesso invisibile eppure straordinariamente resistente. Domenica 12 ottobre, sempre alle 20.30, l’esperienza si farà più intima e meditativa con Respirare la luce, una sessione aperta di yoga e meditazione condotta dai maestri Patrizia Toti e Andrea Cappella. In questo contesto la luce dell’opera diventa alleata del respiro, dell’ascolto, di un’esperienza collettiva e consapevole di riconnessione con il corpo, il tempo e lo spazio pubblico.
In un’epoca dominata dalla velocità, dal rumore e dalla distrazione costante, Luminis offre una proposta radicalmente diversa: quella di un’arte che non grida, ma illumina; che non impone, ma invita. Un gesto silenzioso e potente che, semplicemente, ci chiede di fermarci a guardare.


