Short Theatre, il festival internazionale di performing arts a Roma che favorisce la sperimentazione e la creatività libera e dà voce alle soggettività spesso marginalizzate o escluse dai processi di produzione artistica, è giunto al suo ultimo weekend.
Dal 5 al 14 settembre 2025 dieci giorni di programmazione diffusa negli spazi del Mattatoio a Testaccio, del Teatro India, del Teatro Vittoria e di Palazzo dei Congressi. Oltre 70 appuntamenti e più di 35 compagnie, progetti artistici, artiste/i, studiose/i, attiviste/i, molti dei quali provenienti dal Sud est Globale, il cui obiettivo è quello di creare una comunità sicura e aperta in cui poter condividere vulnerabilità e pensiero libero. Un’edizione di ST caratterizzata da nuove sinergie come quella con Urban Vision Group e collaborazioni con EUR SpA, Romaeuropa Festival, Grøenlandia e il brand Magliano.




Sotto la direzione artistica di Silvia Bottiroli, Silvia Calderoni, Ilenia Caleo, Michele Di Stefano, la linea curatoriale che promuove la sperimentazione e favorisce un dibattito sul corpo e sul desiderio queer. Un dialogo aperto con le curatrici del festival, dramaturg, altri/e artisti/e, operatori e operatrici cultura, attraverso un approccio cross-disciplinare che lascia spazio alla creazione libera.
L’immagine guida del festival di questa edizione è affidata a Noura Tafeche, artista visiva, ricercatrice indipendente e onomaturga, impegnata nella creazione di neologismi, e all’articolazione visiva degli immaginari contemporanei. Partecipa a ST con una CLASSE di “Istituto Nomade di Pensiero”, organizzate da AREA06, sulla parola nuova: sullo sfondo gli intrecci tecno-politici, il militarismo digitale, l’estetica online, le iper-nicchie di internet e la cultura dei meme, proponendo un momento di ascolto, raccolta, e condivisione.
Tra gli spettacoli Whatever I am / let it be seen di Giorgia Ohanesian Nardin: un’elegia all’elaborazione della sofferenza in cui la danza e la scrittura aiutano a comunicare la propria percezione del corpo, ora libero di muoversi a contatto con la terra e le proprie radici. Quel che resta è una ghirlanda in una teca esposta finché non raggiungerà la sua naturale decomposizione, accompagnata da un testo scritto con l’artista Giulia Crispiani.



Per ST Dewey Dell, compagnia teatrale fondata nel 2006, da Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Vito Matera e Demetrio Castellucci, presenta Echo Dance of Furies: un viaggio nella memoria del corpo, dove il frammento diventa simbolo, la coreografia un atto di resistenza e trasformazione collettiva che parla di una memoria arcaica e pre-individuale.
Nel weekend di chiusura, il 13 e 14 settembre, ST si muoverà al Palazzo dei Congressi, e ospiterà Alessandro Sciarroni, Alexia Sarantopoulou, Antonella Bertoni, Bunny Dakota, DOM-, Cristina Kristal Rizzo, Daria Deflorian, Elena Antoniou, Fabrizio Favale, Federica Giardini, Fulu Miziki, Hugo Sanchez, Jari Boldrini, Laura Claudia Scarpini, Martina Rota, Rebecca Solari, Roberto Esposito, PIOGGIA / Grøenlandia, Tania Garriba, Valeria Golino e Vincent Giampino.
Dei dieci giorni, quel che resterà, come la ghirlanda nella teca, è la testimonianza di un forte desiderio collettivo di tornare a vivere gli spettacoli insieme, dalla danza alla performance, fino al public program e al clubbing; una condivisione senza confini, favorendo l’ibridazione dei linguaggi e una rinascita collettiva.
Info: SHORT THEATRE 2025, 5-14 settembre
20ª EDIZIONE, Mattatoio di Roma | Teatro India, Teatro Vittoria | Palazzo dei Congressi
shorttheatre.org


